Cuore e neo-corteccia. Casi di teatro contemporaneo

Maggio 13, 2008

Il teatro è quello che è. Performance riflessiva strutturata nel disaccoppiamento vissuto/rappresentazione. Questa resta la forza del “medium” secondo me, il suo bello. Allora in Italia ci sono casi importanti per estetiche e poetiche.

Domenica ho visto con Sandra, Hey Girl della Sociétas Raffaello Sanzio, al Comandini di Cesena. Al ritorno si ragionava sulla capacità di lavorare su evocazioni, citazioni, immaginari che in qualche modo stimolano il ragionamento, la volontà di capire come sfida cognitiva. A me sembrava il caso di Hey Girl, diverso da altri lavori della Raffaello, potente come sempre dal punto di vista estetico (con Sandra si pensava a Boca e Vincenzi ad esempio per il primo bellissimo quadro, qui nella foto e qui) e distaccato. Buono per pensare. Come deve essere l’arte poi.

Tutto diverso da Il festino, di Emma Dante. Visto al Sanzio di Urbino. Non che siano paragonabili i due casi solo che qui l’impatto estetico - in senso lato - si integra in modo forte alla rappresentazione e alle corde dei vissuti, al peso della parola narrata. Altro modo per lavorare sulla riflessività. Per la terza volta in vita mia ho pianto a teatro.


Conversazioni come performance. CdB 2008 per me

Maggio 10, 2008

Non se ne avrà male, spero, cioccolatino al cognac se uso un paio delle sue belle foto per un piccolo post su Conversazioni dal Basso 2008. Anche perché fra i concetti evocati non è certo mancato quello dell’UGC. L’occasione è servita, secondo me, a sistematizzare temi del dibattito sul web 2.0 in relazione alla politica, ma non solo. A capire meglio certe posizioni. A fare ordine insomma. Mi resta negli appunti, fra le altre cose (e rimando ai post più mirati del mio ai contenuti emersi) uno slogan di Massimo Russo che richiama “il coraggio di essere pop”. Io provo a seguirlo pensando a Conversazioni dal Basso nei termini della performance.

Occasione che genera l’evento comunicativo, esecutori e pubblico, inizio e fine ma con una componente partecipativa e relazionale fortissima (e qui oltre “ai soliti” il ruolo dei ragazzi - vedere qui - l’ho trovato veramente centrale in tutte le fasi, anche qui), garantita anche dallo streaming (per rendere presenti gli assenti), da twitter, dalle foto pubblicate, dai manifesti, dalle magliette e dalle cartoline per le domande fino alle chat, ma anche dal convivio: apertivi, cene, il fantomatico buffet, ecc. C’è poi la dimensione riflessiva che si trova nei temi - prima di tutto nel modo in cui attraverso questo evento si è parlato della società e di noi su diversi versanti - e nella ricorsività della comunicazione su questo stesso evento (dai video, ai servizi tv, alle rassegne stampa, ai post). E anche un po’ di spettacolo che non guasta. 

E poi, per me, resteranno per sempre i vari, e quello con Gianky in particolare, ”qualcuno meets qualcuno”. (Qui, qui, qui, qui).  Non me ne vorrà Elena/Velas  (questa volta) se prendo in prestito la sua definizione.


Conversazioni dal Basso 2008

Maggio 8, 2008

Che dire: ci siamo? Daje?… Comunque potremo dire la nostra anche qui


Immagini (e immaginario) del Materacamp2008

Maggio 5, 2008

 

Patchwork di Fabio Fornasari

Che esperienza il Materacamp… Dal luogo alla dimensione social, dall’ospitalità meravigliosa (e qui non posso non spendere una parola almeno per Clarita, Gianfranco, Catepol) alla qualità degli interventi, dagli amici ritrovati di SecondLife alle nuove conoscenze. Il senso è quello che emerge da twitter e dai post. Immagini e immaginario dalla profusione di foto. Sono già più di 1000 su Flickr.

Qui mi viene da pensare alla revisione del rapporto fra pubblico e privato che comincia a connotare, ad esempio, molti dei convegni a cui partecipiamo e anche a come l’immagine pubblica di sè, che gira, e che fa piacere che ci sia perchè ci fa sentire parte di una “comunità” (?), si scontri con un’idea privata di sè, o con un’immagine estetico/pubblica che si vorrebbe un po’ salvaguardare. In alcune io sono veramente un mostricciattolo verde!! :-)


Meglio tardi che mai. Mondine in Second Life

Aprile 25, 2008

Meglio tardi che mai - formula suggeritami da RobertaRosa - non solo perché il mio post è l’ultimo (dopo Giovanni, Elena, Fabio e Roberta già linkata, per lo meno fra quelli che ho visto) - ma anche perché solitamente certi temi mi toccano molto superficialmente per cui ci arrivo sempre dopo. Non che questo caso sia molto diverso però ho a mio modo aderito al “progetto” Mondine in Second Life per il gruppo, perchè poi sul wiki ho visto dei video che mi hanno commosso e perché mi viene da pensare a quelle donne e a come siano lontane dalle forme becere dell’immaginario.

Il “gioco” su Second Life mi rimanda a una messa in scena che sta a metà fra efficacia (è comunque una forma della memoria) e intrattenimento; una forma di trasferimento che ha a che fare con l’immaginario delle mondine che qui diventa performativo semplicemente perché i nostri avatar sono le mondine. In Second Life non può essere altrimenti. Poi ognuno trova il suo senso nella storia, nel 25 aprile, in Bella ciao, nel passare una sera divertente con in mente un riso un po’ più amaro.


Scivolare nel tempo. L’immaginario performativo di Asian

Aprile 23, 2008

La mia professoressa di matematica e fisica del liceo ci diceva che non esiste una definizione esatta del tempo perchè noi viviamo nel tempo. Dalla vaga memoria di scuola al viaggio nella Skin Tower di Asian il passo è breve. Salire, entrare, scendere lentissimamente, incontrare gli altri. Essere nella torre, essere la torre, skin nella skin. E’ già tutto qui l’immaginario performativo, come esperienza delle immagini attraverso il proprio corpo-avatar, insieme agli altri nello spazio performance.

Asian queste cose le sa benissimo - leggeremo in diversi post - e anche Roberta che ha condotto magistralmente l’evento. Grazie a Luca e Serena che ci (Rosa e Joannes) hanno ospitato e permesso di essere alla Greenfield Room di Post Utopia.


Alcune delle 6 cose che mi piace fare

Aprile 20, 2008

Per farmi perdonare raccolgo l’invito di Valentina. Anche se, devo dire, faccio molta fatica ad individuare 6 cose che mi piace fare. Non perchè non ci siano ma perchè non so bene come chiamarle e perchè in questo spazio non vado mai troppo sul personale. In ordine non gerarchico.

1. Stare in compagnia, soprattutto con gli amici in real e in second life, e con qualcuno in particolare.

2. Stare da sola, ogni tanto, soprattutto in casa.

3. Lavorare in senso lato, e se mi riesce bene (tipo: andare a teatro).

4. Prendere il sole e l’aperitivo.

5. Consumare: prodotti (vestiti in rl) e prodotti culturali (libri, tele, ecc.).

6. Accarezzare i cani, ma vanno bene anche i gatti.

Istruzioni: linkare chi manda il meme; inserire le regole di svolgimento; scrivere 6 cose che piace fare; nominare altre 6 persone; lasciare un commento sui blog dei 6 amici.

I nomi: Giovanni, Fabio F., Luca, Fabio G., Roberta G., Gianky

 


Morte d’artista. Un pensiero per Pippa Bacca

Aprile 12, 2008

Sarà che ho un’ammirazione speciale per gli artisti e per chi ama la vita avventurosa. Per le persone coraggiose. Sarà che l’idea con cui questa ragazza - non a caso nipote del grande Piero Manzoni - ha intrapreso un viaggio vestita da sposa, insieme a Silvia Moro, per realizzare la performance itinerante Brides on Tour, mi piace molto e interessa moltissimo come operazione. Mi farebbe fare le riflessioni e i ragionamenti per cui esiste questo spazio.

Però poi devo pensare a qualcosa di diverso e di tragico. Il senso di quella performance, di quell’impresa, era veicolare un messaggio di pace. Finire in quel modo, ed evito la deriva “anti-uomo” che sarei tentata di avviare, è la dimostrazione del contrario.

Nel blog le tracce di questo percorso, artistico prima di tutto, poi per la ricerca e adesso per i messaggi. Leggo ora che è stato bloccato perchè arrivano messaggi offensivi. Io il mio lo metto qui. 

Una modifica di oggi 14 aprile. Leggo che il blog è bloccato per l’arrivo di più messaggi di quanti il server riesca a tenere. Il numero di pensieri che trovo in questo mio piccolo post può darne la misura.


Viaggi in TV, e non solo. Incontro imperdibile con Patrizio Roversi

Aprile 9, 2008

Si parlerà di viaggio e del suo immaginario con Patrizio Roversi che, come se ci fosse bisogno di dirlo, in coppia con Syusy Blady ha ideato e realizzato Turisti per caso. E creato una nuova semantica del viaggiatore in cui tutti si riconoscono un po’.  

A Pesaro, martedì 15 aprile ore 16, Corso di laurea in Comunicazione Pubblicitaria, nel mio corso di Sociologia del turismo.

 


Generazioni X. Motus e i racconti della giovinezza

Aprile 7, 2008

X (ics) Racconti crudeli della giovinezza [x 0.2 movimento secondo] dei miei cari Motus - al Teatro della Fortuna di Fano il 2 aprile scorso - mi fa pensare a come stiamo affrontando le tematiche generazionali. In particolare penso ai diversi (anche per contenuto) passaggi che si trovano ad esempio qui, qui, qui, qui).

Per quel che mi pare di vedere questo lavoro, per come è costruito, per il modo in cui tratta la giovinezza e il suo immaginario - nel senso della comunicazione per immagini - esprime perfettamente un’idea di un certo modo di essere giovani oggi che fa leva su un immaginario transgenerazionale. Per me qui le generazioni X sono sia quelle dei giovanissimi protagonisti, sia della figura più adulta che interagisce con il bambino (Dany Greggio), sia i Motus stessi, che rappresentano noi e la nostra storia mediale.

Un’estetica della giovinezza - che poi è una poetica - che è fatta di forme e linguaggi: il punk e l’hip hop, gli scenari metropolitani, i video game, Star Wars e le spade laser, le arti marziali; le felpe, le all star e i roller blade, il mantello da super eroe; ma anche di temi e contenuti: l’espressione di sè come differenza (individuazione e identificazione come leve per l’identità), la ricerca di verità e valori (antiborghesi), l’amore, il gioco e il rischio, la guerra.