La danza contemporanea e il suo pubblico. c_a_p 04 CoAzione

Domani al Teatro Rosaspina di Montescudo (RN) parteciperò alla prima delle azioni previste dal [collettivo] c_a_p per il 2012 – c_a_p 04 CoAzione – per ragionare e promuovere, soprattutto a livello locale, la danza contemporanea. In continuità con le iniziative che il collettivo porta avanti dal 2009, cioè da quando si è costituito con le coreografe e danzatrici Paola Bianchi, Valentina Buldrini, Chiara Girolomini e con la fotografa Valentina Bianchi, la giornata di domani sarà l’occasione per presentare i risultati di una piccola survey esplorativa sul pubblico della danza che abbiamo lanciato lo scorso anno durante l’azione c_a_p 02 INAZIONE. Ne ho parlato qui.

Emanuela Conti, docente di marketing e interessata allo studio del marketing dello spettacolo, ed io abbiamo collaborato con il [collettivo] alla messa a punto del questionario e all’analisi dei dati aventi per oggetto lo spettatore teatrale e il suo orientamento nei confronti della danza contemporanea, a partire dall’ipotesi, confermata dai risultati, secondo cui è possibile osservare sul territorio una domanda potenziale di danza contemporanea superiore all’offerta di spettacoli.

Prima dei numeri però ci saranno i corpi e le parole. O meglio la danza di Paola Bianchi con Erbarme Dich e Stefano Questorio con The Angelic Conversation. Prima Conversazione con Derek Jarman cui seguirà l’incontro con i due danzatori, una conversazione sul loro lavoro a partire dalle domande che il pubblico vorrà rivolgergli.

Foto Valentina Bianchi

Il pubblico italiano,diversamente da quello straniero, non è abituato al “dibattito” dopo lo spettacolo. Tuttavia ci si lamenta spesso della difficoltà di comprensione del lavoro artistico contemporaneo, come emerge tra l’altro anche dall’analisi dei commenti liberi previsti nel questionario, che non potendo essere “detto” resta tutto nell’ambiguità dell’immagine. Ovviamente questa è la ricchezza del simbolico artistico al quale abbiamo evidentemente bisogno di potere (e sapere) andare, lasciandoci un po’ prendere dall’esperienza della fruizione che è cognitiva ed emotiva insieme.

I residui del pensiero analitico occidentale, razionale e positivista, sono rintracciabili in una predisposizione culturale dalla quale facciamo fatica a sottrarci e che ci porta ad avvicinarci più agevolmente a un processo drammaturgico narrativo, lineare, verso l’interpretazione di significati che pensiamo essere trasmessi prima che costruiti dall’atto della comprensione. Cioè da noi.

Ecco perché i due artisti non si sottrarranno alle domande del pubblico per dare spiegazioni sulle loro scelte espressive e sul loro lavoro. In accordo con quell’idea di “percorso di visione” che può essere seguito nel sito a sostegno dell’idea secondo cui vedere – nel senso di fare esperienza della performance artistica – è quello che serve per conoscere, per scoprire o alimentare un interesse. Nello stesso tempo attivare una conversazione è il modo per confrontarsi sui contenuti e per potenziare la relazione che nella performance dal vivo fa sempre la differenza.

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Sensing the City. Visionari di tutto il mondo uniamoci!

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Ecco un’operazione che si inscrive perfettamente nella logica dell’immaginario performativo. Ossia nell’insieme di modalità con cui si tende a fare esperienza delle immagini attraverso il corpo.

Si trova tutto nello spazio tumblr di Fabio Fornasari Sensing the City.

Non solo l’ironica (ma non per questo meno sensata) citazione di una amata serie televisiva – dall’immaginario non si sfugge! – ma la profonda ricerca che Fabio porta avanti da tempo nell’obiettivo di “far vedere” tutti, con occhi nuovi o diversi. Obiettivo d’artista.

Osservare il territorio in Second Life. Se ne parla domani a Matera

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titolo immagine “Il team discute” 🙂

Domani Giovanni presenterà al convegno di Matera – La nuova grammatica digitale per comunicare la promozione del territorio. Dai linguaggi della rete all’esperienza in Second Life. Esperti a confronto – i primi risultati della ricerca alla quale sto lavorando, insieme anche a Valentina. 

Non faccio anticipazioni, si trova già qualcosa qui e altre notizie utili qui. Qui dovrebbe trovarsi lo streaming del convegno. Anzi la mia speranza è che l’esperienza continui e che porti verso altre forme di spendibilità.

Per quanto mi riguarda però devo sottolineare l’utilità di questa occasione di studio. Del rapporto fra viaggio e immaginario, visto attraverso la teoria della performance, da un lato, sia della metodologia della ricerca (possibilità della sociologia visuale, situazioni di intervista, ecc.). Il tutto arricchito da forme della relazione – di amicizia? – che Second Life sta rendendo possibili e concrete, almeno per me, dalla mia prospettiva (interna) di osservazione. 

Il problema è che nuovi spunti e ragionamenti “alambiccosi” hanno prodotto già variazioni sul libro (che deve uscire) e soprattutto un senso di non finito che mi farebbe già ricominciare tutto da capo.