Marketing surreale. O no?

Salesman Shouting

Ricevo una telefonata da una certa L. B. che, con tono sufficientemente formale da essere credibile, mi dice di chiamare da parte di Media Service per informarmi di essere una delle persone selezionate su estrazione casuale per rientrare in un progetto di promozione del turismo interno. Mi spiega che con la crisi del settore una serie di alberghi e strutture ricettive italiane si sta muovendo con questo tipo di offerta e che potrò ritirare un coupon per 2 persone da utilizzare secondo le modalità che mi descrive sinteticamente.

Mi chiede se mi presento da nubile o in coppia perché nel secondo caso dovremo andare insieme. Mi presento da nubile.

Mi dà appuntamento per sabato 26 ottobre all’Hotel National di Rimini e fissiamo anche l’orario preciso – 10.25 – in modo che io possa arrivare e chiedere di lei che mi riceverà per consegnarmi il coupon con l’unica richiesta di rispondere ad un questionario.

Come sempre arrivo in anticipo e allungo un po’ la strada per essere puntuale.

Alle 10.15 entro nella hall e mi trovo davanti una fila di persone nonché, una volta arrivata al piccolo desk approntato per riceverci, due addetti – ma non c’è traccia della signora di cui chiedo notizie – spuntano il mio nominativo e mi dicono che riceverò il coupon, dovrò rispondere ad un questionario e ascoltare la proposta di una vendita diretta. Ahia.

Nel frattempo un gruppo di giovani – tralascio il commento sul vestiario – si aggira urlando i nomi delle persone che di volta in volta vengono portate in una sala al piano sotto. Da dove si sentono provenire degli applausi sospetti.

A me tocca il signor Giuliano, se non ricordo male, e scendiamo. La grande sala è riempita da tavolini con la gente seduta a rispondere e ascoltare i sondaggisti/venditori mentre i responsabili si aggirano sorridenti e allegri fra le postazioni. Mi siedo e mi viene dato il coupon spiegandomi che la ditta di GM di Padova è la promotrice di questa iniziativa di marketing “nel solito stile americano” (cito) che regala il viaggio (!) ma propone senza impegno una fornitura di coperte in lana merinos e una batteria di pentole a conduzione. Il signore mi spiega che nel 2015 l’Italia dovrà adattarsi alla normativa europea e che non potremo più usare i nostri fornelli a gas per cui serviranno anche nuove stoviglie. Ma è vero?

Prima però rispondo al questionario che serve per sapere cosa comprerei in un ipotetico Euronics o simili con 2000 euro. Vedo davanti a me un’asse da stiro e altre scatole (stampante, computer, telecamera, caffettiera, ecc.) (scopro poi che sono gli sponsor) e tiro a indovinare.

Il signore mi chiede anche quale tipo di pubblicità preferisco. Capisce “sport” e “mi guarda con la faccia un po’ stravolta” per cui gli ripeto che mi riferivo agli spot televisivi.

Dopo la descrizione dettagliata delle due proposte in vendita diretta decidiamo di tralasciare le coperte e l’addetto passa alla descrizione delle pentole. Taglio corto e gli chiedo per curiosità quanto costino. Torniamo al tavolo e tira fuori i moduli per la vendita che gli dico di non compilare. Mi dice che la batteria costa sugli 11.000 euro ma che SOLO PER OGGI, si può avere per 7.900 (circa). Mi dice anche un’altra cosa sui finanziamenti e uno sconto (?) di 260 euro.

Gli dico che non fa per me. Mi chiede come farò nel 2015. Gli rispondo che non lo so. Chiedo inoltre di poter andare.

Chiama il responsabile – un giovanotto pimpante – che ci riprova e al mio “basta” più deciso mi lascia andare. Spero senza conseguenze. Ma come si dice: non ho firmato niente.

Per chiuderle e farla breve: se questa è la condizione del lavoro privato, sono contenta di lavorare per il pubblico. Anche con le sue indubbie e fastidiose magagne.

Mi chiedo anche, però, se abbia ancora senso una strategia di marketing che ti recluta in un modo ma che poi usa lo stile dell’imbonitore per venderti una cosa al posto di un’altra. Questo, davvero, vorrei capirlo dagli esperti. E mi sa che il coupon lo butterò via.

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Il teatro riflessivo alla prova della Rete Critica

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Seguo l’esempio di Altrevelocità per dichiarare le segnalazioni di questo blog nell’ambito del premio istituito dalla Rete Critica, associazione di blog e web magazine di critica teatrale messa in piedi da Massimo Marino, Anna Maria Monteverdi, Oliviero Ponte di Pino e Andrea Porcheddu e che si riunisce in questi giorni a Vicenza, grazie alla collaborazione del Laboratorio Olimpico.

Visto che quest’anno non riesco a partecipare se non in remoto, e neanche quanto vorrei, resto comunque in attesa del risultato finale delle votazioni. Anche perché una delle mie candidature è passata al secondo turno.

Queste le mie segnalazioni

1. Motus, Nella tempesta

Silvia pelle leopardo

2. Babilonia Teatri, Pinocchio

tutti bella

3. Fanny&Alexander, Discorso giallo (lavoro passato al secondo turno)

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La motivazione è comune poiché penso che si tratti di tre esempi particolarmente riusciti di “teatro riflessivo”, di un teatro cioè che si confronta con le istanze di realtà senza perdere di vista la qualità formale, che è altissima e coerente con la poetica delle singole compagnie.

Buon lavoro alla Rete Critica e in bocca al lupo ai finalisti.