Parola/Suono/Corpo. La sintesi drammaturgica nella danza di Lisbeth Gruwez a Màntica

Foto Luc Depreitere dal sito

Spettacolo indimenticabile ieri sera a Màntica, festival organizzato dalla Socìetas Raffaello Sanzio al Teatro Comandini di Cesena.

La coreografa e danzatrice Lisbeth Gruwez/Voetvolk,  ha presentato It’s going to get worse and worse and worse, my friend perfetta sintesi drammaturgica fra corpo, maestria tecnica ed espressiva, musica, parole.

Dancing as a method is no longer sufficiant as the sole ingredient of a relevant creation. Contemporary dance cannot be separated anymore from the realm of performance.

Gruwez danza sulla musica composta da Marteen Van Cauwenberghe, partitura di suoni e frammenti di discorso del tele-predicatore evangelista Jimmy Swaggart. L’accento, come si legge anche dal sito, è posto sulla veemenza delle parole che per essere persuasive portano il predicatore verso uno stato di trance che, sebbene non abbia più niente del legame con il mito dei “veri” rituali, lo fa perdere nel suo flusso di parole, in un ossessivo e invasato soliloquio. Reso qui ancora più efficace dalla frammentazione e ricomposizione dei suoni/parola garantita dall’elettronica. Già di per sé adatta alla forma-trance.

E così partecipiamo rapiti al crescendo lirico in cui l’interazione/lotta tra il corpo e le parole diventa “un’autentica coreografia del politico” (cito il catalogo del festival), un meraviglioso passo a due fra la voce maschile e la presenza scenica (femminile) della performer (Sarah Vankersschaever, DE STANDAARD). 

Non va infine sottovalutato lo styling (Veronique Branquinho), non a caso indicato fra i credit dello spettacolo, come uno degli elementi che rendono questo lavoro impeccabile da tutti i punti di vista.