Sofi in the box. Discorsi utili fra politica, rete e partecipazione

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L’incontro con Antonio Sofi, sempre nel corso di Sociologia dei New Media e su invito di Giovanni, mi è piaciuto. Competenza fa rima con garbo e levità in questo caso. Uno stile da imparare (e lo dico per me). Mi sembra di capire che pur nel contesto della personalizzazione della politica, prodotto dai media generalisti, e ancora rappresentato bene ad esempio in Democrazy, la rete tenda sempre di più ad essere la leva per la produzione dell’immagine vincente dei candidati. Il caso Obama ne è la prova. La politica online è quindi un tema importante per osservare non solo le nuove derive della comunicazione del sistema politico ma anche per osservare le declinazioni della cultura partecipativa. Sofi dice “che Internet ci ha cambiato la testa” e mi sembra che questo significhi la possibilità di osservare una piccola rinascita dell’interesse per la politica dopo il disincanto degli anni ’80. Anche “l’antipolitica” vi rientrerebbe come tema. Ho sempre pensato, e cito Abruzzese, che il linguaggio televisivo rappresentasse il recupero nella società di massa dell’incontro rituale fra comunità e multimedialità dell’espressione simbolica. Sofi spiega che, in relazione alla politica, senza dimenticare il ruolo della TV (forma più adatta alla Clinton, ad esempio, e non certo superata dalla rete) il passaggio da osservare, se non ho capito male, è verso un modello di partecipazione “più focalizzato e di nicchia”.

box_photos.gif   Allora visto che si parla di culture partecipative che dire del progetto dell’artista pop Heather Courtney Hillary in the Box? Uno scaramacai, ricordi d’infanzia mi fanno pensare a mia sorella che si è fregata quello che avevamo in casa, da cui far uscire la nostra preferita. Chissà mai che non ci faccia una sorpresa. Se no ci possiamo sempre accontentare dello schiaccianoci. 

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