La parte ludica, ma non solo, della rete. Moya e Pizzanelli fra SL e game-art

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Patrick Moya l’abbiamo conosciuto a Rinascimento Virtuale. Una sala della mostra è dedicata alla Civiltà Moya in un gioco di citazioni ed elaborazioni simboliche che da sole basterebbero a capire il senso del dialogo operato dal simbolico dell’arte fra SL e RL. Senza dimenticare la pratical tourist guide della Moya Land. Il 6 dicembre, ancora a Uqbar, si inugurava la mostra concepita come visita guidata all’installazione (dal giro in macchina e in elicottero, poi alla torre con i dipinti fino alla Cappella di San Giovanni Battista che riproduce gli affreschi realizzati in quella di RL dallo stesso Moya). Ironia, colori, gioco, il tema del doppio e della figura dell’artista-performer ma anche rimando al rapporto fra pittura, graffitismo, fumetto sono gli elementi dell’immaginario ludico e colto di uno che sa cogliere e attualizzare le potenzialità espressive di SL, divertendo.

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Iconoclast Game è il videogioco creato e realizzato (in équipe naturalmente) dal net-artista Lorenzo Pizzanelli. Si gioca – perchè è un videogioco – con l’arte e le sue metafore. Si comprende al meglio, con quel che di disincantato e divertente che serve sempre per farsi una ragionata, il paradosso dell’iconoclastia occidentale già espresso da Gilbert Durand. Guardarsi il demo. Da Giotto a Orlan, dai mosaici bizantini a Michleangelo, Leonardo, Velasquez  fino a Bacon, Beuys e Christo che impacchetta il museo e la musealizzazione stessa dell’arte. Ancora il tema del doppio: Duchamp e Selavy, la figura dell’androgino, arte e vita ovvero ricorsività della comunicazione e comportamenti recuperati.

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