Quando si dice viaggio come metafora per l’immaginario…

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Il fatto che un’interessantisisma mostra dedicata ai giovani artisti italiani sia pensata in omaggio al Viaggio in Italia di Goethe è un’ulteriore dimostrazione della qualità metaforica del viaggio (e di come comunicarlo).

La mostra che inaugura oggi ad Ancona, alla Mole Vanvitelliana, si intitola “Arrivi e partenze. Italia“. Espongono 3 giovani artisti sotto i 35 anni per regione italiana.

L’omaggio a Goethe è interessante per diversi motivi. A cominciare dall’aver forgiato il modello del grand turista tedesco, anche sulla base delle scelte fra cosa vedere e cosa non vedere; dall’aver prodotto l’immagine “del paese dei limoni”, dal fatto che la visione di Roma fu per lui la sorpresa di trovarsi di fornte a un paesaggio familiare grazie alle vedute appese nel corridoio della casa di suo padre, anche lui viaggiatore. Il che significa: messa a punto dello sguardo turistico, anzi della mediologia dello sguardo turistico. Non ultimo il fatto che il Grand Tour settecentesco trova nella scoperta dell’arte italiana la sua motivazione principale, direi. E così mi sembra che possa essere colto il senso che i curatori – Alberto Fiz e Walter Gasperoni – hanno dato a questa iniziativa.

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