Le 8 vie di Second Life. Un’esperienza sensata per me

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snapshot: Liu e la sight

Chiamata da Giuseppe Granieri, a sua volta chiamato da Mario Gerosa, a riflettere sulla mia esperienza in Second Life  provo a tracciare i fatidici 8 punti. Quelli che al momento mi sembrano più rilevanti per me.

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foto di Fabio: Una sight da Second Life in Real Life

  1. L’entrata in Second Life coincide con l’iniziativa di unAcademy. Mi è sembrata un’occasione da non perdere per rendermi conto sul campo delle derive della comunicazione. In particolare ero già convinta che Second Life potesse essere un nodo di congiunzione interessante per i temi di cui mi occupo, che cerco di studiare insomma: performance, performance artistiche, forme dell’immaginario, forme e pratiche del viaggio.
  2. Le questioni tecniche. O meglio la competenza comunicativa che per una poco geek come me è sempre una battaglia persa. Sento che resterò sempre una newbie se non mi cimento un po’ di più.
  3. Le relazioni (1). Ho trovato molto rassicurante la pratica di mutuo aiuto. Gli helper sempre pronti a spiegare e ad aiutare nell’apprendimento servono per attivare i necessari meccanismi di inclusione sia dal punto di vista dell’acquisizione della competenza comunicativa, sia per sentirsi comunque parte di un gruppo. Che è sempre piacevole.
  4. Le relazioni (2). Second Life, almeno nella situazione “protetta” dell’UA, mi sembra un contesto amicale. Certo bisogna tenere conto della realtà della comunicazione e delle modalità con cui queste amicizie si producono. Prevedere cioè che si tratti di legami che potrebbero essere sciolti ancora più agevolmente che in RL. Ma è vero anche che alla contingenza ci siamo abituati. In ogni caso le conversazioni in chat pubblica e in IM sono sempre molto stimolanti.
  5. Non sono tanto convinta che le avataresse siano agevolate dal punto di vista estetico. Forse è colpa mia che non cerco abbastanza, che ancora non ho fatto shopping (forse perché esagero già in RL), ma mi sembra che oltre a composizioni di estetica becero-sexy non si vada molto in là. Invece mi piacerebbe vedere che tipo di ricerca sul fashion si potrebbe fare veramente, al di là di certe “idee moda” e dei correlati stereotipi di genere che mi sembrano molto rappresentati (a volte anche un po’ troppo nei comportamenti, ma è un problema mio).
  6. Per quanto riguarda me: sono molto affezionata al mio avatar basicissimo, sul quale investo poco (per pigrizia e incompetenza). Sarebbe ora che seguissi le sollecitazioni che mi arrivano a sperimentare le possibilità altrimenti della propria immagine in SL.
  7. Esplorare le land è l’azione che mi riprometto sempre di fare. Sono attratta dalle land più sperimentali, sia per la loro resa artistica sia perchè permettono di comprendere meglio le potenzialità “di linguaggio” di SL.
  8. L’ultimo punto serve per connettere tutti gli altri. La cosa che continua a piacermi di più della mia Second Life sono le risate. E ridere per me è una cosa seria.

 Rilancio a gianky che con tutta probabilità romperà la catena. 🙂

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Non solo Sant’Antonio. Accetto la meme-catena

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Di solito non accetto le catene di Sant’Antonio. Ma questa sì, molto volentieri.

Accetto quindi la sollecitazione di Giovanni. 

Cosa ti ha spinto a creare un blog?

Il primo motivo è la necessità di entrare nelle conversazioni. Poi sperimentare una piattaforma della comunicazione che mi sarebbe potuta essere utile anche per studio e lavoro.  

Il tuo primo post?

Un nuovo inizio. Un post per motivare l’attivazione del blog. 

Il post di cui ti vergogni di più?

Fondamentalmente tutti. Forse Red Flag. Mestruazioni 2.0 per il tema in sé e per le inevitabili declinazioni sul personale. 

Il post di cui sei più fiero

Di nessuno in particolare. Se devo scegliere: Forme becere dell’immaginario, anche, soprattutto, per i commenti.  

Chissà ne può venir fuori qualcosa di interessante da integrare la piccola ricerca che abbiamo iniziato durante il Festival dei Blog a Urbino… 

Nel frattempo io rilancio a Giulia, Valentina, Mae, Elena, Mario.