Remember Thomas

balsamini 1

Vorrei essere anche io oggi al Velvet, fra quelli che saluteranno Thomas Balsamini.

Come molti di noi, al di là dell’essersi conosciuti di persona ed essere stati amici per un po’, ho un debito di riconoscenza nei suoi confronti. Lo Slego era un luogo dell’anima e la musica il centro dei nostri raduni settimanali. Dei nostri rituali liminoidi. Efficaci e di svago allo stesso tempo e tutto questo non può non occupare un posto importante nella memoria, individuale e collettiva.

slego locale

Pensando a quel periodo, che sono gli anni ottanta, diventa difficile separare il vissuto dall’osservazione più puntuale sulla connotazione di un territorio – quello riminese – che, come Fabio ha sottolineato in un commento ad un mio status su FB – se per lo meno rispetto al resto dell’Italia, non si è mai percepito come una frontiera di provincia lo deve soltanto a certi personaggi.

balsamini-2

Come Thomas Balsamini, appunto. Ragazzo della cultura e che ha giocato un ruolo cruciale nel farci capire e sperimentare mondi altri, aprendoci al passato (anche dell’industria culturale) – il mod, la Motown e la Kent, il beat… – e al presente – che era ad esempio rappresentato dal garage ma Thomas ci faceva ballare anche il primo Sting solista.

La formazione passa anche attraverso la messa a punto del gusto, segna delle fasi di appartenenza generazionale sensiva e tattile, non necessariamente ideologica e mentale, identificazione e individuazione, scelta, selezione. Insomma: senso.

Annunci

Alcune delle 6 cose che mi piace fare

Per farmi perdonare raccolgo l’invito di Valentina. Anche se, devo dire, faccio molta fatica ad individuare 6 cose che mi piace fare. Non perchè non ci siano ma perchè non so bene come chiamarle e perchè in questo spazio non vado mai troppo sul personale. In ordine non gerarchico.

1. Stare in compagnia, soprattutto con gli amici in real e in second life, e con qualcuno in particolare.

2. Stare da sola, ogni tanto, soprattutto in casa.

3. Lavorare in senso lato, e se mi riesce bene (tipo: andare a teatro).

4. Prendere il sole e l’aperitivo.

5. Consumare: prodotti (vestiti in rl) e prodotti culturali (libri, tele, ecc.).

6. Accarezzare i cani, ma vanno bene anche i gatti.

Istruzioni: linkare chi manda il meme; inserire le regole di svolgimento; scrivere 6 cose che piace fare; nominare altre 6 persone; lasciare un commento sui blog dei 6 amici.

I nomi: Giovanni, Fabio F., Luca, Fabio G., Roberta G., Gianky

 

Una poesia

giotto-cielo-stellato-scrovegni-1303-05.jpg

Stefano Lunedei e la sua poesia per un augurio, di Pasqua e di primavera, a vivere le cose che ci capitano “in stato di veglia”. Lo stato poetico, lo dice Edgar Morin, è una qualità dell’identità umana. Usiamolo.

Se Pessoa

Se Pessoa non crede al destino

ma nomina appuntamenti

il minimo che possiamo fare

è arrivare in orario

puliti, persino ispirati

indossando limpidi occhi

e non forzare il passo

la vita se ne accorge.

Stefano Lunedei, Un nudo pugnale, Raffaelli Editore, Rimini.

Un nuovo inizio

Sarà che il 17 è un numero che non mi dispiace, sarà che ho partecipato al Festival del Blog di Urbino (essendo anche del LaRiCA) e perciò molto sollecitata dalla conversazioni intorno a me, che ho pensato di cogliere la sfida o meglio l’invito di alcuni a sfruttare uno spazio come questo non tanto per dire la mia ma per trattare dei temi e sperare che gli altri ne parlino con me.

Un’idea che le interviste svolte in quell’occasione ai blogger (adesso Granieri mi sgrida) – deformazione del ricercatore che si trova a essere allo stesso tempo coinvolto e distaccato nelle cose – hanno reso in qualche modo necessaria.  

Come spesso mi accade la mia partecipazione agli eventi è un po’ liminale ma è anche vero che l’oggetto di questo blog è la performance – il cui carattere è proprio la liminalità – per cui può essere che i conti tornino.

Non so ancora fare niente: template, blogroll, ecc.  e non mi ha preso neanche il primo link che avrei dovuto mettere. Mi ci vorrà del tempo, intanto provo a cominciare.