Una sirenetta con gli occhialini per il 3D come genius loci. Ghermandi e il manifesto per Rimini

Ancora più evidente la scelta di affrancarsi da un’idea vetusta della rappresentazione di un territorio a vocazione balneare nell’edizione 2010 del manifesto per Rimini. Nelle mani della fantasia immaginifica di Francesca Ghermandi, Rimini e il suo mare diventano un tuffo nell’immaginario ironico e divertito di una sirenetta che insieme ad altri, si direbbe dal disegno, si immerge munita di occhialini per il 3D nelle profondità del mare. Lo sappiamo che non è questa la caratteristica delle nostre sabbiose e torbide acque ma è pur vero che molto dipende dalla prospettiva con cui si guarda. Se indossiamo lo sguardo del 3D vuole dire che è lo spirito di un immaginario performativo – dell’andare dentro, del fare esperienza delle immagini attraverso il corpo – a caratterizzare la comunicazione e il modo con cui ognuno, a suo modo, intende un luogo, una vacanza e in senso più generale l’abitare.

Quegli occhialini su una faccina da cappasanta la dicono lunga sulla dimensione mediale dell’esperienza alla faccia delle rappresentazioni didascaliche che ormai non dicono più niente di nuovo sul consumo turistico e sull’identità dei luoghi. Concetto quest’ultimo che, sebbene continui a essere una leva del marketing territoriale e della necessità di differenziare la vasta offerta di cui il sistema turistico dispone, mostra la sua inadeguatezza rispetto al senso – sì quella cosa fatta di selezione e rinvio – che si dà al viaggio. Che è prima di tutto una metafora dell’immaginario.

Qualche retroscena. C’ero anche io alla festa durante la quale Valentina ha parlato di Francesca con la ragazza che si occupa della promozione turistica al Comune di Rimini. Naturalmente non si poteva che fare centro perché, come molti sanno, la Ghermandi è una delle illustratrici/disegnatrici più brave del panorama italiano e non solo. E si vede.

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4 pensieri su “Una sirenetta con gli occhialini per il 3D come genius loci. Ghermandi e il manifesto per Rimini

  1. complimenti per l’analisi.
    ho letto di questo tuo post sul blog di matteo stefanelli e come anche là ho commentato credo che il recente fiorire di guide turistiche che al posto delle canoniche fotografie utilizzano vignette tratte da fumetti dimostri quanto corretta sia la tua affermazione in merito alla inadeguatezza della rappresentazione didascalica in rapporto appunto al consumo turistico e all’identità dei luoghi.

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