Arte sul limen. Rinascimento Virtuale e Arena ovvero dialoghi dentro/fuori

 

C’è fermento su Second Life e molto si deve alla mostra Rinascimento Virtuale, da poco inaugurata a Firenze nell’ambito del Festival della Creatività. Se ne parla moltissimo in rete a cominciare da chi ne ha la repsponsabilità Mario Gerosa e Fabio Fornasari (qui, qui, qui, qui, qui) e sui social network (si veda per cominciare qui, qui, qui).

Se fino ad ora ho pensato che l’espressione artistica e creativa in Second Life dovesse avere come suo obiettivo prioritario la ricerca di uno specifico formale, o meglio, di una declinazione in chiave estetica e performativa ora mi sembra di capire che il dialogo con l’esterno sia altrettanto interessante.

Sarà che in questi giorni devo lavorare sul concetto di soglia, sarà che siamo sempre in un campo minato che sfida un po’ le nostre intelligenze e le nostre conoscenze, ma le mie idee si fanno sempre più fuzzy (che parola antica).

In questa logica mi sembra di poter vedere il collegamento fra ciò che sta succedendo a Firenze in questi giorni, e credo che l’incontro del 24 potrà servire per chiarire dei passaggi, e l’inaugurazione di Arena. Ieri sera nella sim Ex.it con l’esposizione dei lavori di Shellina Winkler e Solkide Auer e con la cura di Roxelo Babenko. Avremo modo di vedere 40 artisti e performance (finalmente!) che sono in mostra anche a Firenze.

Ci sarà da capire: come si orienta il sistema sociale dell’arte? Come stanno emergendo i criteri di adeguatezza?

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3 pensieri su “Arte sul limen. Rinascimento Virtuale e Arena ovvero dialoghi dentro/fuori

  1. Ancora una volta mi rammarico della mia ingoranza sull’arte, continuerò a cercare di migliorare. Ancora una volta l’arte riesce ancora una volta per prima a superare questo benedetto concetto di soglia. Le soglie sono dei limiti che ci poniamo nelle incomprensioni forse e la domanda se sui mondi virtuale si possa fare e cosa sia arte è la stessa domanda posta sull’arte moderna al confronto col classico. Ma l’arte riesce a comprendere ciò che non conosciamo o più semplicemente si appaga nel mostrare? Sinceramente credo che il dialogo con l’esterno sia vitale più che interessante. Le prime avanguardie del teatro scescero dal palco per “includere” due mondi. Oggi l’arte porta il virtuale nell’attuale e per prima ancora riesce ad unire due mondi che l’ignoranza collettiva per spavento vuole separati. Dovremmo tutti prendere conoscenza di una sempre maggiore virtualizzazione del reale, senza spavento..
    IF

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