Motus terzo movimento. Il vissuto comunicativo

Ancora a Modena, Vie Scena Contemporanea Festival, sabato 18 ottobre 2008. E finalmente Motus con X (ICS) Racconti crudeli della giovinezza [X.03 movimento terzo].

Sull’impianto complessivo dello spettacolo ho avuto modo di parlarne in riferimento ai primi due movimenti (qui, qui, qui). La dimensione generazionale, come contenuti, e l’immaginario contemporaneo fra scenari urbani e ambienti mediali.

Ma c’è sempre un’atmosfera che aleggia in questo lavoro: il vissuto. Il mettere a tema il proprio tempo, la propria visione del mondo, quel modo di afforntare da giovani la vita alla ricerca di una differenza che faccia differenza, di una differenza di valore. Fra presente e futuro. Anche in chi ha vissuto i cambiamenti della Germania dopo il 1989. Caduta del muro, lo sappiamo, è un evento/trauma generazionale. Ce lo diceva anche McEwan, ce lo racconta qui Ines Quosdorf (così mi pare di aver capito) con i suoi lunghissimi capelli rossi.

Qui però, nel movimento terzo, si aggiunge il passato, nel racconto di Lidia Aluigi. Cambia il panorama che si fa locale, Rimini, la guerra, le macerie e i giochi dei bambini, il babbo ritrovato.

E a me pareva di sentire i racconti del mio di babbo, e un po’ anche di mia mamma. Quei ricordi di guerra che hanno sempre un che di nostalgico. The way we were.

Queste sono cose sulla memoria, e avrebbe dovuto scriverle lei. Ma siccome non c’era…

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