Inferno. Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio. Appunti mediali

Dal punto di vista della presa di appunti non di critica ma di semplice analisi della mediologia dello spettacolo e magari dell’immaginario, l’Inferno di Romeo Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio (Modena, Vie Scena Contemporanea Festival sabato 18 ottobre 2008) presenta le parole chiave che mi sembra caratterizzino da sempre e ancora il lavoro della Socìetas: il rituale, il sacrificio, l’animale, il corpo. Ma soprattutto il simbolico. E quindi l’immaginario.

Quell’immaginario che permette di dare forma a un inferno che ci riguarda tutti, già in terra, vittime e carnefici in maniera ricorsiva, oggetti e soggetti d’amore. Dove la condivisione di un destino comune è simboleggiata dal passaggio del pallone da uno all’altro: ho pensato al quasi-oggetto di Serres. Fino mi sembra alla condizione di spettatori e a quella cultura pop – rappresentata da Andy Wharol e dalla carcassa di automobile nella quale entra in finale, che scatta una polaroid e applaude il pubblico – per la quale si è sempre anche guardati. Come i bambini nella gabbia di plexiglass che fa anche da schermo (e da vetrina, che poi è lo stesso). Osservazioni di secondo ordine.

Ci sono i confini o meglio lo stare fra – liminale – il teatro, l’artista e il pubblico, fra individuo e collettivo, fra la vita e la morte.

L’archetipo dell’immaginario – e della sua funzione di esorcismo – ossia il rapporto fra la vita e la morte sta poi nel richiamo agli attori che non ci sono più. E così il linguaggio, che sa evocare idee e che fa lavorare di mente – in un teatro che lo usa poco – è quello dei nomi e dei titoli delle opere di Wharol, delle lettere che nei monitor che poi cadono dal soffitto, lasciando la parola “te”. Un richiamo direi ad ognuno di noi, l’inferno che ci portiamo dentro e la responsabilità delle proprie scelte. Ma queste sono solo interpretazioni.

Aspettiamo il seminario di Silvia Bottiroli per capirne di più.

Vicino a me Valentina Valentini, vorrei una sua lettura.

Sta di fatto che dentro a quell’impianto visivo ed estetico che ritroviamo anche qui ci sta la funzione di un teatro luogo di osservazione del sociale e del suo immaginario, e l’efficacia della performance che ci trasforma un po’, ogni volta.

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5 pensieri su “Inferno. Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio. Appunti mediali

  1. Sono l’ideatore di una community che raccoglie circa 500 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).

    Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.
    Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).

    In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
    In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.

    Il tema attuale è ” Arte patrimonio dell’Umanità ed arte professione dell’artista “.

    Ti scrivo in quanto, nel documentarmi, ho trovato il tuo blog ed ho pensato di invitarti ad alimentare con essa la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te sarebbe un secondo di taglia ed incolla, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.
    Tu potresti pubblicizzare il tuoi scritti e trovare persone interessanti con cui discutere.
    Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.

    Una cosa importante: ognuno di noi ha i suoi siti, il suo blog, i suoi spazi e non li abbandona.
    Il Progetto è un luogo dove discutere o presentare questi tuoi lavori (oppure semplicemente le tue idee) e non per fa alcuna concorrenza a blog siti e comunità che già li contengono.

    Un saluto
    Guido Mastrobuono
    (Direttore del Progetto Cicero)

    PS.

    Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.

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