Cuore e neo-corteccia. Casi di teatro contemporaneo

Il teatro è quello che è. Performance riflessiva strutturata nel disaccoppiamento vissuto/rappresentazione. Questa resta la forza del “medium” secondo me, il suo bello. Allora in Italia ci sono casi importanti per estetiche e poetiche.

Domenica ho visto con Sandra, Hey Girl della Sociétas Raffaello Sanzio, al Comandini di Cesena. Al ritorno si ragionava sulla capacità di lavorare su evocazioni, citazioni, immaginari che in qualche modo stimolano il ragionamento, la volontà di capire come sfida cognitiva. A me sembrava il caso di Hey Girl, diverso da altri lavori della Raffaello, potente come sempre dal punto di vista estetico (con Sandra si pensava a Bock e Vincenzi ad esempio per il primo bellissimo quadro, qui nella foto e qui) e distaccato. Buono per pensare. Come deve essere l’arte poi.

Tutto diverso da Il festino, di Emma Dante. Visto al Sanzio di Urbino. Non che siano paragonabili i due casi solo che qui l’impatto estetico – in senso lato – si integra in modo forte alla rappresentazione e alle corde dei vissuti, al peso della parola narrata. Altro modo per lavorare sulla riflessività. Per la terza volta in vita mia ho pianto a teatro.

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