Meglio tardi che mai. Mondine in Second Life

Meglio tardi che mai – formula suggeritami da RobertaRosa – non solo perché il mio post è l’ultimo (dopo Giovanni, Elena, Fabio e Roberta già linkata, per lo meno fra quelli che ho visto) – ma anche perché solitamente certi temi mi toccano molto superficialmente per cui ci arrivo sempre dopo. Non che questo caso sia molto diverso però ho a mio modo aderito al “progetto” Mondine in Second Life per il gruppo, perchè poi sul wiki ho visto dei video che mi hanno commosso e perché mi viene da pensare a quelle donne e a come siano lontane dalle forme becere dell’immaginario.

Il “gioco” su Second Life mi rimanda a una messa in scena che sta a metà fra efficacia (è comunque una forma della memoria) e intrattenimento; una forma di trasferimento che ha a che fare con l’immaginario delle mondine che qui diventa performativo semplicemente perché i nostri avatar sono le mondine. In Second Life non può essere altrimenti. Poi ognuno trova il suo senso nella storia, nel 25 aprile, in Bella ciao, nel passare una sera divertente con in mente un riso un po’ più amaro.

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6 pensieri su “Meglio tardi che mai. Mondine in Second Life

  1. mmm Forse non è un pò troppo limititativo considerare “performativo” un evento solo perchè lo si è affrontato considerando ad imitazione di un altro reale? Credo che oltre al “gioco”, come lo chiami correttamente tu, manchi un pò qualcosa…

  2. @Peja, mi sembrava di aver espresso bene cosa intendo. Ma evidentemente non è così. Voglio fare dei post corti e allora magari restano in sospeso dei passaggi. In ogni caso il concetto di performativo non è mai limitativo, per lo meno per come cerco di utilizzare la teoria della performance, anzi. Comprende la dimensione del gioco, dell’intrattenimento con quella della sua efficacia. Nel caso dell’esperienza delle Mondine in SL mi sembra ci stia tutto questo. Non è imitazione di un evento (quale sarebbe poi l’evento originario?) ma un modo per ricordare. Un omaggio se vuoi. Grazie per il tuo commento.

  3. Mi piace il tuo post, mi sembra molto onesto.
    A dire il vero quando sono venuta a conoscenza del vostro progetto ho provato sentimenti contradditori.
    C’è chi parla di una comunicazione che fa la differenza, mentre a me sembra di osservare una comunicazione che, le differenze le annulla. Ho visto e sentito parlare di mondine, persone che non potrebbero essere più distanti dalle mondine, te compresa (e mi piace il tuo modo di ammetterlo e, comunque, di avvicinarti a queste tematiche e trovarne il lato interessante, quello che, veramente, può fare una differenza).

    Poi c’è chi parla di mondine pensando che le mondine Novi siano di Novi Ligure, nota terra di risaie (ho sentito anche questa al Museo Cervi, ma mi ha fatto sorridere). Ma c’è anche qualcuno che parla di mondine pur avendo seguito, nella vita, le logiche più spietate del potere (eh sì, io l’ho conosciuto, e non mi ha fatto sorridere).
    Anch’io del resto, mi chiedo che cosa ne so, in fondo, di certe fatiche, della povertà, della rabbia che ne deriva, della sofferenza che certe donne sono state costrette a provare. E mi chiedo se mai avrei avuto la loro forza.

    A volte, vedendo progetti al confine fra intrattenimento e comunicazione-che-annulla-le-differenze, sento che la memoria di certe donne potrebbe anche essere offesa… ma poi ci ripenso. E immagino mia nonna che, forse, con la tolleranza e la saggezza di chi ha vissuto a lungo, potrebbe anche guardare con divertito stupore a un progetto del genere e, naturalmente, con il giusto distacco.

    Penso anche che questo progetto è comunque un buon modo per non dimenticare, naturalmente con le forme di una memoria svincolata dal ricordo, che quindi non può più avvalersi del supporto di corpi e di vite che c’erano. Una memoria che, quindi, può essere alimentata da chiunque, da chi non c’era, da chi IN NESSUN MODO ha avuto a che fare con certe vite.
    Si tratta, credo, di una forma di memoria moderna, che, in questo caso, per fortuna, si avvale di forme di partecipazione spontanee (qualcuno dice dal basso) e non ufficialmente commemorative (e anche in questo senso fa una bella differenza).

    Poi dentro ci può stare di tutto… e, come dici tu, ognuno ci troverà il suo personale senso. Io ho il mio, e me lo conservo (un po’ in silenzio e un po’ no).

    Un commento con una punta di amarezza, forse poco comprensibile… prendilo com’è!

    P.S. se mai entrerò in SL, mi piacerebbe venire a visitare la vostra risaia!

  4. @Giulia, penso mi sia tutto chiaro il contenuto del tuo commento. Su qualche punto capiterà di parlarne a voce. La tua lettura comunque mi sembra sempre lucidissima e sono contenta che definisca il mio approccio come “onesto”. E’ proprio quello che vuole essere.

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