La TV antiverità

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Leggo del duello Pannella-Ferrara sulla vicenda della moratoria, di cui si parla con molto più calore di quanto potrei fare io qui. Ferrara diserta i confronti televisivi perché dice che la tv è antiveritativa. Bè noi lo sapevamo già e sappiamo anche che è l’intero sistema dei mass media a non basare il suo funzionamento sul codice vero/falso. Piuttosto ci accorgiamo che la questione fa notizia e quindi alimenta il flusso delle informazioni, produce rappresentazioni, ripropone antiche semantiche (vedi “la caccia alle streghe”). Come dire: se Ferrara esce dalla porta della TV va a finire che si incastra nella finestra. 

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5 pensieri su “La TV antiverità

  1. Quanto al rapporto fra media e semantica, in occasione del dibattito sull’aborto c’è stato, sì, un utilizzo di vecchie categorie semantiche (le streghe, appunto).
    Contemporaneamente si fatto ampio uso di un neologismo ad effetto: il feticidio, ambiguo reato nemmeno chiaramente regolamentato dal codice penale (qualche chiarimento in merito, qui: http://bioetiche.blogspot.com/2008/02/cos-il-feticidio.html). Anche questo è un meccanismo tipicamente esemplificativo del rapporto fra media e semantica della società. Ma, più nello specifico, ha a che fare anche con il rapporto fra media e semantiche specifiche (curate) dei diversi sistemi di funzione: come reagirà il sistema politico alla sollecitazione in merito al feticidio? E il sistema giuridico?
    Ecco allora che i media hanno prodotto una nuova realtà, con la quale i diversi sistemi della società dovranno ora fare i conti. In questo senso Ferrara si sbaglia due volte. Come dici tu, non è pretesa dei media orientarsi al codice vero/falso, d’altra parte, però, i media producono realtà, che sono appunto reali, cioè “vere”, fino alla successiva smentita.

    In ogni caso l’immagine di Ferrara “incastrato” nella finestra è “veramente” appropriata … e stupenda (scusa, non potevo non commentare anche questo!).

  2. Grazie tante per le prime precisazioni (e approfondimenti) e per il secondo punto di commento: quello voleva essere il pezzo forte (appunto) del post 🙂

  3. Sul discorso, io credo che, indipendentemente dal grado di verità/realtà che può e deve offrire la tv (o che offre comunque), non è a questo tipo di semantica che può essere ricondotto il discorso relativo a feti e aborti, che di per sè non ha elementi veri o falsi ma solo pareri più o meno leciti.

    Sulla natura dell’immagine di Ferrara che si incastra dalla finestra finestra, invece, non posso che quotare giulia: veramente, disgustosa!

  4. Sì è vero Valentina, dal punto di vista individuale la questione riguarda i pareri di ognuno, ma dal punto di vista del sociale è il dibattito in sè che mi sembra rilevante. Proprio per il rapporto che i media instaurano con gli altri sistemi (semantiche curate comem dice Giulia). Siamo ancora delle piccole luhmanniane noi… o insomma ci piacerebbe 🙂
    Comunque mi trovo d’accordissimo con l’articolo di oggi, 25 feb, di Miriam Mafai su Repubblica.
    E Ferrara è ancora lì mi sa…

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