Performance dal vivo in SL e memoriali

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Mentre da racconti e letture comincio a rendermi conto del perché nel capitolo “performance” Gerosa faccia esplicito riferimento al sesso in SL, io, che sono un po’ tardiva, continuo a gratificarmi con le mie piccole scoperte. Grazie a Gky qualche sera fa ad esempio sono stata al concerto di un gruppo belga. Se devo dire la verità il genere musicale non è proprio il mio genere però mi sono molto divertita e soprattutto ho trovato interessanti alcuni aspetti. Ho cercato di capire come si realizzi un concerto in SL. Praticamente il gruppo esegue dei pezzi in studio che vengono trasmessi in streaming. Non in diretta in questo caso, se non che dei piccoli interventi. Almeno ho capito così (ma sono andata in crash prima di poter prendere appunti). I performer quindi sono praticamente in playback. Ciò nonostante la logica è interessante perché serve a caratterizzare la performance in maniera ibrida. C’è l’elemento di promozione di un gruppo reale, c’è una forma di esibizione ancora televisiva (quella del playback dei vecchi tempi, ma anche la presenza di strumentisti che non sono in organico al gruppo ad esempio), c’è il pubblico degli avatar che poi motiva l’esibizione stessa. Ed è proprio il pubblico di avatar danzanti che mi ha colpito dal punto di vista dello spettacolo. Coreografie di insieme – che purtroppo non sono riuscita a fare – che a parte l’effetto alli galli permettevano agli avatar di eseguire divertentissimi balli aerei. Questo in rl è più difficile da fare! Non solo.

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Mi sono seduta casualmente di fronte al monumento dedicato al defunto proprietario della land. Immediatamente ho pensato alla visita alla mostra dedicata a Bad Trip e alla funzione “memoriale” che SL sembra avere. Se è così come mi sembra, vorrebbe dire che la funzione di efficacia della performance, e i suoi fondamenti legati alle forme di metabolizzazione simbolica dell’incontrollabile, agli esorcismi della morte (per dirla con Durand), trova in SL un canale per esprimersi. 

Domande: SL è un altro modo per trattare delle dinamiche profonde dal punto di vista della comunicazione? Come comunicazione? Oppure è un luogo altrimenti possibile in cui trattare ciò che elementi di sistema (ad esempio del sistema dell’arte o dello spettacolo) non considerano adatto: ad esempio una mostra sensata sul lavoro di un illustratore come Bad Trip? O ancora affidare alla memoria della comunicazione – ahimè? – il ricordo di persone che non ci sono più ma che per qualcuno sono state importanti? Io non lo so. Ma ad esempio so che ci sono stati un Ken e un Bad Trip ancora rimpianti. E non è detto che questo non faccia una differenza anche per me.

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6 pensieri su “Performance dal vivo in SL e memoriali

  1. Per quanti riguarda la funzione memoriale mi sembra che nè la “lapide” commemorativa, nè una “mostra” celebrativa del prof. bad trip rappresentino nuove forme. Suicuramente non un modo “altro”. Niente che non pervada gli ambienti della RL e i suoi riti di celebrazione.

    Eppure SecondLife da questo punto di vista potrebbe produrre “forme”… sganciandosi dall’utilizzo dei linguaggi memoriali del moderno… L’avatar di Ken avrebbe potuto continuare la sua vita “indossato” a turno dagli amici…

  2. Avrebbero probabilmente passato qualche mese a rispondere in IM con lo stationary “No, non sono io in realtà” 🙂
    L’idea non è male, ma pensa come sarebbe vestirsi e comportarsi come l’estinto di turno in rl una volta all’anno a mo’ di commemorazione; un conto è se si tratta di figure “popolari” come un Groucho Marx, un altro se è un amico.

  3. Certo che l’idea di gboccia propone una “second life” al quadrato. Tra luther blisset e il vudù. Ma anche qualcosa di molto legato a temi cari a Laura, il teatro e la performance, ad un “teatro naturalista” (iibseniano). Non credo che c’entri se è “amico” o “popolare”. Raccapricciante, forse? Da fare con rispetto. Certo tocca motli tabù, ma mi ricorda molti materiali (maschere ecc.) che si vedono nei musei antropologici e che venivano usati da popolazioni a noi non così lontane, dopotutto.

    FF

  4. @tutti: sì, la mia idea è colta bene da Fabio… le radici sono quelle di una rapporto diverso con la morte sul filo della lama dei tabù… indossare l’avatar ha funzione taumaturgica e magica allo stesso tempo

  5. Un interessante collegamento con l’immaginario della catastrofe sul link di Thomas. Oltre alla continuazione del ragionamento che stiamo seguendo qui e ad altre interessanti e importanti osservazioni.

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