Antichità a Modernity 2.0. E non è un male

giugno 30, 2009

schermo mio mod2.0

Siamo al secondo giorno di Modernity 2.0. E’ da ieri che mi sembra di essere negli anni ’70 quando fioriva, da quel che posso sapere visto che ero piccola, il dibattito sulla cibernetica e sulla sua applicazione sociale. Sarà che a me questi temi piacciono molto e che sono le prime teorie su cui ho sperimentato seriamente la didattica – con teoria dell’informazione – ma sentire analisi e casi, ma soprattutto le discussioni animate fra gli attivi partecipanti (che non casualmente animano anche la mailing list dei sociocibernetici) che richiamano i nomi come von Foerster, Spencer-Brown, von Bertalanffy, Buckley, Maturana, Varela e ovviamente Luhmann e a concetti come sistema pischico e sociale, accoppiamento strutturale, distinguere e indicare, osservazioni di secondo ordine, ecc. mi piace. Il che non significa essere d’accordo su tutto.

La cosa che apprezzo è il valore del ragionamento e dell’astrazione che questi approcci richiedono e che impediscono di dare letture soltanto descrittive dei fenomeni sociali.

Il tema poi è il mondo 2.0 per cui, anche se potendomelo permettere visto che nessuno ci fa caso lo schermo con i netowork aperti che ho messo come immagine è stato un delirio iniziale, i ragionamenti si spostano lì. Devo dire che ad esempio per quanto riguarda certe analisi i miei colleghi da tempo hanno detot e scritto le cose che servono ma ci sono anche dei giovani qui che sono molto interessata a sentire.


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