Brevi note su I racconti mandalici

Dicembre 10, 2007

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Sono affezionata alla messa in scena dei racconti mandalici di Andrea Balzola dai tempi della tesi di dottorato. Una parte della ricerca riguardava infatti l’analisi dell’attività spettatoriale dell’allora Storie Mandaliche con Giacomo Verde. Poetico cyber-cantastorie. Là l’opera si snodava attorno alla messa in connessione di sette nodi narrativi, in una sorta di ipertesto composto da parole e immagini realizzate con il Mandala System, appunto, e caratterizzato dall’interattività con lo spettatore chiamato di volta in volta a scegliere il percorso della storia da seguire. Il pubblico stava seduto intorno – nel cerchio magico – o comunque sempre vicino al narratore così da delimitare la zona performativa come comunità simbolica, come condivisione affettiva. 

La versione che ho visto a La Spezia cambia completamente registro. E non potrebbe essere altrimenti. Ora la sperimentazione – così mi ha detto anche Andrea Balzola nella breve ma illuminante conversazione dopo lo spettacolo – è prevalentemente sui linguaggi: video, sonori, del corpo e soprattutto della voce. Non è più la storia l’elemento evocativo, non la trama da sciogliere, ma la partitura espressiva nel suo insieme. L’interattività non è più quella dello spettatore ma della performer con la drammaturgia delle immagini sullo sfondo, anche queste più evocative che didascaliche mi è parso, e della voce. È proprio qui mi pare che sta la forza di questa messa in scena. La voce che cambia di registro, dal femminile al maschile ad esempio, dal parlato al cantato.Una potenzialità che mi piacerebbe cogliere in un contesto più ravvicinato. Non tanto nel teatro – luogo dello sguardo – ma in uno spazio – mandalico? –  che certamente metterebbe meglio in risonanza la carica emozionale, tattile, corporea, della voce di Francesca Della Monica. E qui è Anna Maria Monteverdi a suggerirmi la situazione di una resa migliore per questo tipo di spettacolo. 

Resta il meccanismo della citazione. Se ne è già parlato in relazione ad altre derive della performance. Qui vedo un omaggio esplicito a Laurie Anderson, che già usava il voice coder per trasformare la sua voce al maschile ad esempio. E mi piace.


I Racconti del Mandala. Tecnospettacolo a La Spezia

Dicembre 6, 2007

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Ecco dove darò domani, se tutto va bene. Al Teatro Civico di La Spezia, ore 21.00 per I racconti del Mandala. Concertazione scenica per voce e datasuit, con Francesca Della Monica. 

Grazie ad Anna Maria Monteverdi ricevo il comunicato da cui prendo l’efficace descrizione della performance.

I Racconti del Mandala è un tecnospettacolo interattivo dove i segni si espandono in un ambiente mandalico immersivo composto da una partitura avvolgente di parole, suoni, gesti e immagini. Dal corpo-voce della performer Francesca Della Monaca si attiva un flusso di immagini video e suoni in trasformazione che seguono la drammaturgia ipertestuale e labirintica scritta da Andrea Balzola. Un abito tecnologico dotato di sensori costituirà il centro di generazione delle azioni audiovisuali digitali create su una partitura sonora interattiva dal compositore elettronico Mauro Lupone nella quale si innestano le elaborazioni video dell’artista Theo Eshetu in collaborazione con Samuele Malfatti”.

Sarà l’occasione per constatare lo stato evolutivo di un caso molto interessante di mixed-media performance.

Per chi fosse interessato info e prenotazioni al numero 0187 757075.