Immagini (e immaginario) del Materacamp2008

Maggio 5, 2008

 

Patchwork di Fabio Fornasari

Che esperienza il Materacamp… Dal luogo alla dimensione social, dall’ospitalità meravigliosa (e qui non posso non spendere una parola almeno per Clarita, Gianfranco, Catepol) alla qualità degli interventi, dagli amici ritrovati di SecondLife alle nuove conoscenze. Il senso è quello che emerge da twitter e dai post. Immagini e immaginario dalla profusione di foto. Sono già più di 1000 su Flickr.

Qui mi viene da pensare alla revisione del rapporto fra pubblico e privato che comincia a connotare, ad esempio, molti dei convegni a cui partecipiamo e anche a come l’immagine pubblica di sè, che gira, e che fa piacere che ci sia perchè ci fa sentire parte di una “comunità” (?), si scontri con un’idea privata di sè, o con un’immagine estetico/pubblica che si vorrebbe un po’ salvaguardare. In alcune io sono veramente un mostricciattolo verde!! :-)


Le immagini del suono

Ottobre 23, 2007

R. Paci Dalò a Teatro e Spettacolo, foto dal mio cellulare di R. Bartoletti

Il seminario tenuto da Roberto Paci Dalò, direttore artistico di Giardini Pensili, compagnia attiva nell’ambito delle performing art dal 1985, ha permesso di inquadrare uno scenario complesso della spettacolarità facendo il punto, o meglio problematizzando, concetti e temi che fanno ormai parte della semantica della performance contemporanea.

Multimedialità, ad esempio, ma anche interattività, cioè quelle parole che rimandano a delle pratiche della spettacolarità e della sua “fruizione” che poggiano sulle logiche e sulle grammatiche tecnologiche. Questo si sa. Ma che appunto richiedono la messa a punto di drammaturgie capaci di definire anche livelli di priorità di una forma sull’altra. Il tutto per non cadere nella semplicistica unione dei formati che la comunicazione mette a disposizione anche degli artisti.

L’idea delle “immagini del suono”, insieme al montaggio come scansione del tempo, sta ad indicare la necessità a volte di concentrarsi su un unico rapporto medium/forma perché un suono, una musica, una canzone evocano immagini, cioè sono forme per l’immaginario.

Sentirò domani cosa ne pensano gli studenti di Teatro e Spettacolo.

La foto è un po’ mossa, lo so, ma è colpa del mio cellulare. L’ha scattata per me R. Bartoletti.