Guerriglia di pace. Una performance outdoor per il Festival del cinema di Pesaro.

giugno 20, 2009

pesaro film perf

foto: http://www.flickr.com/photos/stranamentepics/3640720941/in/set-72157619874693655/

Fra le varie cose che ereditiamo dalle Avanguardie artistiche c’è un certo modo di usare la performance. Di adattare cioè ai contenuti della comunicazione odierna – quindi anche e con ottime… performance (!) l’advertising - le forme dal vivo dell’arte “comportamentale”. Quella fatta di azione, gesto dirompente, corpo e cose in scena, occupazione dello spazio pubblico, della piazza, della strada.

L’azione di guerrilla “andata in scena” prima a Pesaro, sede della Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro (alla sua 45° edizione) poi a Rimini e Fano è adeguata non solo a dimostrare che i giovani creativi (e bravi performer come Scarpiello e Petrolani) esistono – che poi sarebbe già tanto – ma che l’urgenza della comunicazione dal vivo è in sintonia con l’evoluzione della comunicazione e con le forme dei social media. Un sistema che si complessifica, ad esempio dal punto di vista delle tecnologie e della rete, infatti non vede tanto sparire o affievolire le forme tradizionali ma ne potenzia l’efficacia e il rapporto (come il cinema e il teatro in questo caso).

Una semplice lettura performativa dell’azione vista a Rimini: la rappresentazione del conflitto che porta alla costruzione di una barriera fra Israele e Palestina – “incarnate” nei simboli indossati dai due performer – si trasforma con il muro attraversato dalla pellicola nella rappresentazione di uno spazio liminale, di soglia, fra due verità che il cinema fa incontrare (“il cinema supera tutte le barriere” appunto). Ci era già piaciuta l’idea. La realizzazione non è per niente da meno.


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