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	<title>L'incertezza creativa</title>
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	<description>Performance, media e forme spettacolari</description>
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		<title>L'incertezza creativa</title>
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		<title>La socievolezza delle reti socievoli. Roba seria.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgemini</dc:creator>
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Che anche l&#8217;accademia, sì lo so è parola trombona, serva a qualcosa per parlare di qualcosa che ha a che fare con delle dinamiche evolutive che passano altrove mi sembra il risultato principale del convegno che abbiamo chiuso venerdì 20 alle 18.30. Che a modo suo continua nelle mail che riceviamo, nei commenti su FB, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=954&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/11/bacgroundretisoc.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-955" title="bacgroundretisoc" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/11/bacgroundretisoc.jpg?w=300&#038;h=229" alt="" width="300" height="229" /></a></p>
<p>Che anche l&#8217;accademia, sì lo so è parola trombona, serva a qualcosa per parlare di qualcosa che ha a che fare con delle dinamiche evolutive che passano altrove mi sembra il risultato principale del convegno che abbiamo chiuso venerdì 20 alle 18.30. Che a modo suo continua nelle mail che riceviamo, nei commenti su FB, FF, ecc. ma che soprattutto è stato dimostrato dalla presenza spontanea e interessata delle persone e degli studenti. Ma lo abbiamo capito: il faccia a faccia non scompare declinando piuttosto in altre forme della socievolezza.</p>
<p>Sì perché se dalla mirabile lezione &#8211; non saprei come altro chiamarla &#8211; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Jedlowski">Paolo Jedlowski </a>capiamo l&#8217;irrinunciabilità della teoria e delle comparazioni di contesto (storiche anche e chi c&#8217;era non dimenticherà il riferimento ai caffè ottomani e allo <a href="http://search.trendistic.com/retisocievoli/_at-2009-11-20-08h-utc">adda bengalese</a>) per inquadrare il fenomeno che stiamo osservando e cioè il social web. Se quindi la socievolezza già nella lettura di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georg_Simmel">Simmel</a> si è sviluppata come forma pura senza un fine al di fuori di sé se non il piacere dell’associarsi fine a se stesso è anche vero che senza esserne la base di sviluppo la socievolezza è tracimata nella sfera pubblica, cioè in un contesto emergente dalle argomentazioni su contenuti ritenuti di interesse generale. Un quadro in cui si possono osservare non solo le tendenze di razionalizzazione strumentale del moderno ma le controtendenze &#8220;dal basso&#8221; che la stessa modernità ha prodotto nei suoi &#8220;luoghi terzi&#8221;. E&#8217; da qui allora che le riflessioni più esplicitamente centrate sulla dimensione mediologica di <a href="http://www.mediazone.info/site/it-IT/AUTORI/AUTORI/marinelli.html">Alberto Marinelli</a> e di <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/11/19/quando-la-rete-diventa-pop/">Giovanni</a> trovano degli ancoraggi per me particolarmente interessanti. Cose di cui parliamo parecchio e che Giovanni sa mettere sul piatto molto bene: cambiamento del senso di posizione nella comunicazione, contingenza e rinvio sono le parole chiave (per me). La nostra disponbilità alla comunicazione, più o meno consapevole, è il modo per incarnare la contingenza e rendere le coscienze &#8220;sempre più&#8221; base riproduttiva della comunicazione e del senso sistemico, sociale, centrato sul rinvio e sulla logiche della differenza senza valore. Eccerto (per dirla alla <a href="http://www.bookcafe.net/blog/fuffa.cfm">GG</a>) se la base della socievolezza è la forma e non il contenuto&#8230; Eppure io mi dico che da qualche parte l&#8217;urgenza, umana, di elaborare l&#8217;esperienza e il legame sociale a partire dal valore della differenza ci deve essere. Chissà dov&#8217;è? Nelle opzioni di privacy? Nelle scelte di condividere solo certe cose? Nella capacità di distinguere livelli di friendship? Nella pertinenza degli argomenti che si trattano? Nella competenza? A qualcosa ci pensa l&#8217;arte, ma è un altro discorso&#8230;</p>
<p>I contributi dei workshop, troppi e troppo interessanti per elencarli qui, mi rimandano a una questione, discussa a caldo con <a href="http://almed.unicatt.it/it/docenti/nicoletta_vittadini">Nicoletta</a>, di ordine metodologico e teorico. La ricerca serve, e molto, affinare le metodologie anche perché abbiamo a disposizione un fenomeno che si dà lì &#8211; ricercabile, scalabile, ecc. &#8211; come dato da costruire e interpretare in maniera assolutamente inedita. Quello che serve però è capire bene l&#8217;oggetto, farsi la domanda giusta. E noi forse ci stiamo chiedendo ancora quale sia la domanda. Una sfida da raccogliere.</p>
<p>La dimensione social del convegno? Niente male per me. Grazie a tutti. Bravi tutti <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E comunque ho sentito la mancanza di alcune persone (professori, colleghi, amici) che se ci fossero state avrebbero fatto una differenza (di valore).</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/incertezzacreativa.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/incertezzacreativa.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/incertezzacreativa.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/incertezzacreativa.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/incertezzacreativa.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/incertezzacreativa.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/incertezzacreativa.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/incertezzacreativa.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/incertezzacreativa.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/incertezzacreativa.wordpress.com/954/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=954&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Viaggi di novembre. Note qua e là per ricordare</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgemini</dc:creator>
				<category><![CDATA[immaginario contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[Cucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Emilio Longoni]]></category>
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A novembre, non è solo una canzone un po&#8217; bruttina ma di successo della Giusy Ferreri, ma il riferimento ad alcune situazioni, eventi diciamo, importanti almeno per me.
Il concerto dei Massive Attack a Milano. Quando l&#8217;uscita di pochi pezzi porta alla performance dal vivo. In questo caso poco ammiccante e molto bella. Al di là [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=937&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/11/liu-guarda-longoni.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-943" title="Liu guarda Longoni" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/11/liu-guarda-longoni.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>A novembre, non è solo una canzone un po&#8217; bruttina ma di successo della Giusy Ferreri, ma il riferimento ad alcune situazioni, eventi diciamo, importanti almeno per me.</p>
<p>Il concerto dei <a href="http://massiveattack.com/">Massive Attack</a> a Milano. Quando l&#8217;uscita di pochi pezzi porta alla performance dal vivo. In questo caso poco ammiccante e molto bella. Al di là della musica e della sua meta-territorialità (emotiva) l&#8217;idea di &#8220;localizzare&#8221; la performance con l&#8217;enunciazione negli schermi di eventi e fatti che ci riguardano, a cominciare dal disarmante caso <a href="http://www.bookcafe.net/filtr/articolo.cfm?id=50">Cucchi</a>, mi sembra una strategia interessante, da tenere a mente insomma.</p>
<p>La visita alla Villa Reale di Milano con la mostra di <a href="http://luoghisensibili.wordpress.com/2009/10/18/un-sentiero-dentro-la-pittura-installazione-per-emilio-longoni-2-collezioni/">Longoni</a>. Un allestimento circolare, narrativo, con i quadri esposti in modo da vederne il retro e localizzarne, parola che torna, gli spostamenti e quindi individuarne la storia, il tragitto. Insomma, lo dice il suo curatore: un&#8217;installazione. Oltre alla vicenda di Longoni stesso e alla concezione del paesaggio di montagna che porta sempre più in alto la pittura, sia metaforicamente sia fisicamente grazie all&#8217;apertura della ferrovia ai tempi&#8230; E c&#8217;è anche Segantini infatti. Il tutto in ottima compagnia.</p>
<p>A Venezia, appena in tempo per vedere <a href="http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=196&amp;pid=1709">In-Finitum</a> al Palazzo Fortuny. A parte la giornata memorabile &#8211; ma sono fatti personali &#8211; l&#8217;allestimento per analogie di forme e contenuti, come scelta estetica e di concetto, sostanzia sia un percorso di viaggio, diciamolo pure, sia una concezione di allestimento non discalico e museale ma piuttosto drammaturgico e ragionato.</p>
<p>Domani invece siamo qui al convegno <a href="http://larica.uniurb.it/larica/?p=63"><em>Le reti socievoli. Fare ricerca sul/nel web sociale</em></a> dove verrà presentato il libro del <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/larica/">LaRiCA</a>, <a href="http://codiceedizioni.it/catalogo/pubblicazioni/network-effect"><em>Network Effect. Quando la rete diventa pop</em></a>. Vedere <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/11/19/quando-la-rete-diventa-pop/">qui</a>. Il mio contributo è <em>Stati di creatività diffusa: i social network e la deriva evolutiva della comunicazione artistica</em>. Chissà se si capisce da quale film ho preso spunto per il titolo&#8230; Io ringrazio qui gli autori delle cose che sono state fondamentali per redigerlo. E che spero di non aver mai frainteso.</p>
<p>Il 25 i Depeche Mode a Bologna. Poi si vedrà.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/incertezzacreativa.wordpress.com/937/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/incertezzacreativa.wordpress.com/937/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/incertezzacreativa.wordpress.com/937/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/incertezzacreativa.wordpress.com/937/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/incertezzacreativa.wordpress.com/937/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/incertezzacreativa.wordpress.com/937/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/incertezzacreativa.wordpress.com/937/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/incertezzacreativa.wordpress.com/937/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/incertezzacreativa.wordpress.com/937/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/incertezzacreativa.wordpress.com/937/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=937&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La forma come contenuto. Due bei casi di teatro contemporaneo.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 09:57:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-928" title="ontroerend" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/10/ontroerend.jpg?w=450&#038;h=265" alt="ontroerend" width="450" height="265" /></p>
<p>Sebbene debba tristemente ammettere che la pazienza del pubblico pagante &#8220;normale&#8221; del teatro sia messo duramente alla prova dall&#8217;organizzazione di pur bei festival come <a href="http://www.viefestivalmodena.com/italiano/index.asp">Vie</a> di Modena, devo dire anche che a me, grazie alla possibilità di spendere la immeritata carta di docente di teatro e spettacolo, le cose vanno meglio. In ogni caso, sia io sia i miei accompagnatori, abbiamo visto due interessanti spettacoli sabato.</p>
<p>Il primo, che titola come nell&#8217;immagine, è della compagnia belga <a href="http://www.ontroerendgoed.be/">Ontroerend Goed</a>/<a href="http://www.kopergietery.be/">Kopergietery</a> e lavora sull&#8217;adolescenza e le sue rappresentazioni portando in scena soltanto attori &#8220;autenticamente&#8221; teenager. Un modo ironico, ma non troppo (a parte le risate del pubblico che io di solito non capisco), di riflettere sui <a href="http://www.viefestivalmodena.com/italiano/spettacolo.asp?T02_CidSpett=154">clichè</a> che gli adulti usano per interagire ma anche per rappresentare gli adolescenti, come se non lo fossimo stati tutti poi.</p>
<p>Mi ha ricordato un po&#8217; l&#8217;anti danza di <a href="http://82.238.77.78/jeromebel/eng/index.asp">Jerome Bel</a>, e perciò una spinta nella deriva più propriamente performativa della performance teatrale. Dal punto di vista della composizione visiva si è trattato di un lavoro abbastanza potente. L&#8217;immaginario, ci dicevamo fra noi, sembra di gusto molto &#8220;francese&#8221; il che non guasta visto che qualità visiva &#8211; della comunicazione per immagini appunto &#8211; oscilla sempre fra la localizzazione dell&#8217;immaginario e la sua meta-territorialità.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-931" title="hot-pepper_z" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/10/hot-pepper_z.jpg?w=450&#038;h=299" alt="hot-pepper_z" width="450" height="299" /></p>
<p>Di immaginario decisamente giapponese e contemporaneo il lavoro, per me raffinatissimo, di <a href="http://www.precog-jp.net">Toshiki Okada</a>, <a href="http://www.viefestivalmodena.com/italiano/spettacolo.asp?T02_CidSpett=160"><em>Hot pepper, air conditioner and the farewell speech</em></a>. Un modo ironico, ma non troppo (a parte le risate del pubblico che io di solito non capisco), di riflettere sui clichè legati alla vita aziendale e alle logiche che caratterizzano il lavoro e la sua precarietà. Qui l&#8217;accordo pragmatico fra contenuto e gesto, corporeità, danza è la chiave dello spettacolo. Non i testi per quello che dicono &#8211; tanto che si tratta di frasi scarne, che si ripetono tanto per sottolinearne la quasi inutilità fino al discorso di commiato delirante dell&#8217;ultima impiegata interinale licenziata &#8211; quanto per quello che i performer fanno in armonia con i ritmi del testo e con il carattere del personaggio che lo parla.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/incertezzacreativa.wordpress.com/929/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/incertezzacreativa.wordpress.com/929/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/incertezzacreativa.wordpress.com/929/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/incertezzacreativa.wordpress.com/929/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/incertezzacreativa.wordpress.com/929/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/incertezzacreativa.wordpress.com/929/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/incertezzacreativa.wordpress.com/929/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/incertezzacreativa.wordpress.com/929/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/incertezzacreativa.wordpress.com/929/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/incertezzacreativa.wordpress.com/929/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=929&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Stalking, quando la semantica dei media va a segno</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 11:03:35 +0000</pubDate>
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Chi l&#8217;avrebbe mai detto che la parola stalking e il riconoscimento anche giuridico del fenomeno sarebbero rientrati nel mainstream e nel linguaggio comune? Bè lo avevano detto i media che si sono inventati una parola d&#8217;effetto per descrivere quanto la psichiatria cominciava a definire come una particolare patologia della relazione. Chi ha letto L&#8217;amore fatale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=918&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-917" title="attrazionefatale" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/10/attrazionefatale.jpg?w=317&#038;h=472" alt="attrazionefatale" width="317" height="472" /></p>
<p>Chi l&#8217;avrebbe mai detto che la parola stalking e il riconoscimento anche giuridico del fenomeno sarebbero rientrati nel mainstream e nel linguaggio comune? Bè lo avevano detto i media che si sono inventati una parola d&#8217;effetto per descrivere quanto la psichiatria cominciava a definire come una particolare patologia della relazione. Chi ha letto<em> </em><a href="http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/037/cafelib.htm"><em>L&#8217;amore fatale</em> </a>di McEwan ricorderà, oltre la storia, l&#8217;appendice sulla<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erotomania"> sindrome di de Clerambault</a>, che faceva luce su questo tipo di fenomeno. Di grande appeal anche per il cinema. Tanto per citare un film: <a href="http://www.movieplayer.it/film/1293/attrazione-fatale/"><em>Attrazione Fatale</em></a>. Ma ce ne sono anche altri. Senza contare poi che le prime &#8220;vittime&#8221; dello stalking sono le star e i personaggi famosi, dal caso celeberrimo della <a href="http://sportsillustrated.cnn.com/tennis/news/2001/01/26/hingis_case_ap/">Hingins</a> a <a href="http://books.google.it/books?id=Kir_ypPb7IQC&amp;pg=PA176&amp;lpg=PA176&amp;dq=madonna+stalking+victim&amp;source=bl&amp;ots=HE3Pwm9oDF&amp;sig=pkuTx3t_mCb0-b2BXYgDMcyVxmk&amp;hl=it&amp;ei=gNDJSpf7Fsvm-QbK6-k7&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=2#v=onepage&amp;q=madonna%20stalking%20victim&amp;f=false">Madonna</a>, il che appunto fa di questo fenomeno un tema ghiottissimo per i media e per i suoi criteri di notiziabilità anche quando riguarda la gente comune. Ne ho scritto anche io grazie all&#8217;opportunità &#8211; dall&#8217;amico Gian Maria Galeazzi e Paolo Curci dell&#8217;Università di Modena e Reggio che se ne occupavano da tempo insieme agli esperti delle università straniere &#8211; che mi è stata data addirittura nel 2004, di studiare e osservare un po&#8217; la cosa. I risultati si trovano nel volume <em><a href="http://www.deastore.com/libro/la-sindrome-delle-molestie-assillanti-paolo-curci-gian-maria-galeazzi-cesare-secchi-bollati-boringhieri/9788833957104.html">Stalking</a></em> e nel congresso internazionale tenutosi a <a href="http://www.psychomedia.it/pm-cong/2004/stalking.htm">Modena</a>.</p>
<p>Oltre alla dimensione mediale &#8211; e alla semantica dello stalking che ne deriva &#8211; l&#8217;aspetto interessante è dato dal carattere relazionale della patologia. Cioè dal modo in cui si connota comunicazionalmente: tant&#8217;è che &#8211; così come succede per la comunicazione &#8211; è il destinatario delle attenzioni dello stalker che fa emergere lo stalking. Come dire: finché non c&#8217;è la percezione vittimologica, l&#8217;auto-osservazione di sè come vittima (cioè la comprensione della differenza fra atto del comunicare e informazione) non c&#8217;è reato, non c&#8217;è stalking.</p>
<p>Ecco allora che se adesso la possibilità dello stalking si trasferisce su Facebook, dalla <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Bergamo-arrestato-stalking-perseguitava-Facebook/05-10-2009/1-A_000051583.shtml">notizia</a> di oggi che ha ispirato questo post, i conti teorici ed empirici non possono che tornare.</p>
<p>Solo spunti. I post mi piacciono corti.</p>
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		<title>Memoria, generazioni, media. Un&#8217;eterna ghirlanda brillante?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 09:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgemini</dc:creator>
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A parte il riferimento all&#8217;Eterna Ghirlanda Brillante del Godel, Esher, Bach di Douglas Hofstadter che casualmente mi ritrovo in questi giorni a riprendere in mano, vorrei provare qui a fare un piccolo lavoro di restituzione delle relazioni presentate al panel Memoria e Generazioni del convegno Media + Generations svoltosi all&#8217;Università Cattolica di Milano l&#8217;11 e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=907&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-906" title="the_laughing_audience_or_a_pleased_audience" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/09/the_laughing_audience_or_a_pleased_audience.jpg?w=360&#038;h=406" alt="the_laughing_audience_or_a_pleased_audience" width="360" height="406" /></p>
<p>A parte il riferimento all&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%B6del,_Escher,_Bach">Eterna Ghirlanda Brillante del Godel, Esher, Bach</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Douglas_Hofstadter">Douglas Hofstadter </a>che casualmente mi ritrovo in questi giorni a riprendere in mano, vorrei provare qui a fare un piccolo lavoro di restituzione delle relazioni presentate al panel <em>Memoria e Generazioni</em> del convegno <a href="http://mediageneration.wordpress.com">Media + Generations </a>svoltosi all&#8217;Università Cattolica di Milano l&#8217;<a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/09/mediagenerazioni/">11 e il 12 settembre </a>scorsi.</p>
<p>A ben vedere poi il titolo non è così peregrino perché le relazioni presentate &#8211; ma tutto il convegno in generale e la ricerca che ne è alla base mi sembra lo confermino &#8211; possono essere interpretate a partire da una sorta di funzione che correla i media, le generazioni e la memoria. Cioè: se i media sono la memoria della società e se riguardano anche quei collettivi immaginati che chiamiamo generazioni, allora il rapporto fra questa memoria e le generazioni va vista nei modi in cui questa memoria, attraverso i media, viene articolata e ridefinita in termini generazionali. Sì insomma una correlazione che tende all&#8217;infinito.</p>
<p>Certo, mi faceva presente <a href="http://lamemoriadellecose.wordpress.com">Roberta </a>che lavora sulla memoria, che la differenza fra memoria collettiva e culturale (nei termini di Halbwachs e poi dei due Assman giustamente citati nelle relazioni), nonché (e questo mi interessa più di tutto) fra memoria e ricordo. Che mi viene da tradurre in termini di <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/12/generazione-memoria-e-riflessivita/">riflessività</a>, di accoppiamento fra media e vissuti.</p>
<p>E&#8217; il caso delle <em>Mediateche domestiche</em> oggetto dell&#8217;analisi di Olimpia Affuso e Simona Isabella che si interroga sul &#8220;senso del conservare&#8221; nel passaggio verso le memorie leggere degli archivi digitali. Ma l&#8217;aspetto più interessante mi sembra vada colto nel rapporto fra memorie d&#8217;uso e &#8220;oggetti mnestici&#8221; che prescindono dall&#8217;uso per potenziare il valore simbolico che viene negoziato dentro la casa, fra i suoi membri, in chiave generazionale.</p>
<p><em>Il teatro di narrazione di &#8220;seconda generazione&#8221;</em> è il tema di Laura Peja che avanza un&#8217;interessante ipotesi sulla ricerca espressiva e sulle &#8220;urgenze&#8221; degli esponenti più giovani di questo genere di teatro (Celestini, Enia, Perrotta). La funzione testimoniale e documentaria &#8211; informativa &#8211; che ancora sembra caratterizzare ancora il lavoro di Paolini si traduce in esperienza più personale in questi autori e in una forma che tende al recupero del racconto mitico della cultura orale. La teoria della performance e la dinamica riflessiva della performance culturale possono essere le leve per affondare questa intrigante &#8211; per me sicuramente &#8211; tematica.</p>
<p>Ancora nei termini del rapporto fra vissuto (generazionale) e media mi sembra si orienti <em>La videonarrazione autobiografica come risorsa memoriale</em> di Maria Soldati. Nonostante il progetto di ricerca azione e del lavoro di comunità che ne è il risultato quello che mi sembra centrale è la messa a punto di un saggio visuale che metta insieme drammaturgicamente il racconto biografico &#8211; e quindi il ricordo - con la ricostruzione di una vicenda collettiva (ad esempio l&#8217;immigrazione) attraverso uno strumento &#8211; la videonarrazione &#8211; adatto alla spettatorialità e alla consapevolezza (mediologica) di agire &#8220;come&#8221; e &#8220;per&#8221; la spettatorialità.</p>
<p>Mi sono chiesta, e l&#8217;ho chiesto anche ad Elisa Soncini, se ci fosse una provocazione &#8220;trasmissiva&#8221; nell&#8217;intervento <em>Testimonianza mediali e legami intergenerazionali: il ruolo dei media nella trasmissione della memoria</em>. Un lavoro bello fra memoria comunicativa e memoria culturale, fra anziani e giovani chiamati a confrontarsi sulla visione comune di &#8220;testimonianze mediali&#8221; centrate su eventi del passato. E qui viene anche a centrare parecchio l&#8217;immaginario collettivo, supportato dai media ovviamente (dal cinema neorealista a eventi marcatori &#8211; e mediali &#8211; come lo sbarco sulla luna) oltre e a prescindere dal racconto dei testimoni. Mi viene da dire che se il ricordo non si trasmette sono di certo interessantissimi i meccanismi che permettono di attivare la riflessività ossia una dinamica di produzione dell&#8217;informazione, anche sul passato, e su un passato che non è direttamente il proprio, e forse un dialogo intergenerazionale che vale la pena sondare.</p>
<p>Infine, in ordine di presentazione, la lettura semiotica di Matteo Treleani che concentra la sua attenzione su <em>La costituzione della memoria negli archivi video online</em>, a partire dal confronto fra YouTube e Ina.Fr. Mi intriga l&#8217;applicazione dello schema lettore-modello/lettore-empirico di Umberto Eco che diventa qui utente-modello/utente-empirico. Ma l&#8217;analisi è ben più raffinata, non ricostruibile qui, perché compara i modi di funzionare dei due siti facendo leva sia sulla loro destinazione di target (potremmo dire) &#8211; i giovani per YouTube e gli adulti per gli Archives pour tous dell&#8217;Ina &#8211; sia sui modi di costruirsi come archivi e di inscrivere perciò un utente e un modello di navigazione nella memoria collettiva. Se YouTube costituisce un&#8217;espereinza frammentaria e contingente, più adatta all&#8217;utente empirico giovane mi sembra di capire, Ina.Fr produce la messa in scena di un percorso di rintraccibilità della navigazione che esprime anche una diversa attualizzazione della memoria, una maggiore valorizzazione del passato. Mi chiedevo se uno schema ancora legato al lettore &#8211; un concetto moderno &#8211; fosse applicabile a strumenti che segnano una svolta cruciale per il senso di posizione nella comunicazione del pubblico/utente. Matteo risponde di sì, anzi di più. Io non lo so. Ma la sfida cognitiva è interessante.</p>
<p>Non riesco a rendere merito della discussione nel panel, grazie anche al contrubuto di chi è venuto a seguirlo. Ma si sa, ci sono delle cose che succedono dal vivo e che mantengono la loro unicità per lo meno nel ricordo di ognuno e nel senso che ne darà.</p>
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		<title>Patrik Swayze e Dirty Dancing. Non serve metterli nell&#8217;angolo della cultura alta</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 19:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgemini</dc:creator>
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Tanti anni fa una mia amica mi fece un racconto che trovai comicissimo e che riguardava quello che lei definiva il film più brutto che avesse mai visto. E fu così che casualmente una sera mentre preparavo l&#8217;esame di francese mi trovai a guardare quel film, che per chi non l&#8217;avesse capito è Dirty Dancing, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=895&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-896" title="img_6681_dirty_dancing" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/09/img_6681_dirty_dancing1.jpg?w=450&#038;h=337" alt="img_6681_dirty_dancing" width="450" height="337" /></p>
<p>Tanti anni fa una mia amica mi fece un racconto che trovai comicissimo e che riguardava quello che lei definiva il film più brutto che avesse mai visto. E fu così che casualmente una sera mentre preparavo l&#8217;esame di francese mi trovai a guardare quel film, che per chi non l&#8217;avesse capito è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dirty_Dancing_-_Balli_proibiti"><em>Dirty Dancing</em></a>, con l&#8217;animo predisposto a trovarne tutta la ridicolaggine di cui cui avevamo tanto riso. Mio malgrado mi appassionai a quel film d&#8217;amore. Tipico prodotto dell&#8217;industria culturale. Perfetto nelle dinamiche e nei ritmi di cui poi avrei studiato le sfacettature. Ad esempio nel sempre da me evocato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Morin">Edgar Morin</a>.</p>
<p>Ma il film mi fa oggi buon gioco durante le lezioni di sociologia del turismo. Un buon esempio, che comunque la maggiorparte degli studenti riconosce, per osservare quella forma del turismo organizzato nella quale, a partire dalle antiche stazioni termali per arrivare alle forme di residenza e villaggi turistici moderni (come quello del film appunto),  i villeggianti sperimentavano la doppia morale: norma e trasgressione. Un caso utile anche per quei sociologi del turismo &#8211; tipo <a href="http://www.communityheritagegroup.com/readings/maccannell.html">Mac Cannel</a> o <a href="http://soc.sagepub.com/cgi/content/abstract/13/2/179">Choen</a> &#8211; che sulla scorta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erving_Goffman">Erving Goffman </a>hanno identificato le dinamiche del turismo di massa nel passaggio dal front stage al back stage, dalla rappresentazione agli espedienti finzionali creati ad hoc e nascosti agli occhi del turista. E così avvicendarsi nel backstage vuol dire per Baby superare la soglia che porta al mondo nascosto, ben più eccitante, e trasgressivo dei ballerini e poi, che è la cosa che conta, dell&#8217;eros vissuto come rito di passaggio all&#8217;età adulta. E l&#8217;officiante di questa iniziazione era proprio lui. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patrick_Swayze">Patrik Swayze</a>.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/incertezzacreativa.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/incertezzacreativa.wordpress.com/895/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/incertezzacreativa.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/incertezzacreativa.wordpress.com/895/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/incertezzacreativa.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/incertezzacreativa.wordpress.com/895/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/incertezzacreativa.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/incertezzacreativa.wordpress.com/895/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/incertezzacreativa.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/incertezzacreativa.wordpress.com/895/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=895&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">lgemini</media:title>
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	</item>
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		<title>Accadde a Lisbona.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 08:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgemini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cultura partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[ESA]]></category>
		<category><![CDATA[Lisbona]]></category>
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		<description><![CDATA[
Abbiamo avuto il nostro bel da fare con 5 interventi da presentare tutti lo stesso giorno all&#8217;ESA Conference 2009 che si è tenuta in questi primi giorni di settembre a Lisbona.
Un&#8217;esperienza interessante per diversi motivi. Avremo modo di tesaurizzare le riflessioni legate ai nostri paper nei blog legati ai progetti di cui abbiamo parlato in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=880&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-881" title="lisboa" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/09/lisboa.jpg?w=450&#038;h=300" alt="lisboa" width="450" height="300" /></p>
<p>Abbiamo avuto il nostro bel da fare con 5 interventi da presentare tutti lo stesso giorno all&#8217;<a href="http://www.esa9thconference.com/">ESA Conference 2009</a> che si è tenuta in questi primi giorni di settembre a Lisbona.</p>
<p>Un&#8217;esperienza interessante per diversi motivi. Avremo modo di tesaurizzare le riflessioni legate ai nostri paper nei blog legati ai progetti di cui abbiamo parlato in diverse sessioni.</p>
<p>Qui lascio una traccia sul paper mio e di Giovanni dal titolo <a href="http://esa.abstractbook.net/abstract.php?aID=1027"><em>Art Experience and Participatory Culture. The Performance Paradigm in Second Life</em></a>. Presentato nell&#8217;ambito del Research Network di Sociologia dell&#8217;arte e in particolare nel panel Arts and Virtual Space.</p>
<p><object type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' data='http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?id=1971395&#038;doc=esaartexperience-090909023828-phpapp02' width='450' height='369'><param name='movie' value='http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?id=1971395&#038;doc=esaartexperience-090909023828-phpapp02' /><param name='allowFullScreen' value='true' /><param name='allowScriptAccess' value='always' /></object></p>
<p>Spunti interessanti ad esempio da una ricerca presentata da una giovane studiosa portoghese sui blogger-poeti, o per lo meno ho trovato bello l&#8217;oggetto, anche se in generale mi sembra che l&#8217;interesse per il rapporto fra espressione artistica e rinnovato ruolo delle audience sia ancora là da venire. Mentre per noi è cruciale.</p>
<p>Second Life che è un contesto particolare e molto evidente di questo tipo di percorso evolutivo, tanto da essere poco frequentato e quindi utile come caso paradigmatico, è un ambito praticamente sconosciuto. Per lo meno per quello che ho capito io. E l&#8217;avevo già appurato al convegno<a href="http://basilicata.travel/lucanialab/?p=207&amp;lang=it-it"> IVSA</a>, a luglio.</p>
<p>Tant&#8217;è. Continuiamo sulla nostra strada direi. Ma è perigliosa.</p>
<p>Il titolo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accadde_a_Lisbona"><em>Accadde a Lisbona</em></a> ha a che fare con la memoria mediale. Come dire, mi preparo al convegno <a href="http://mediageneration.wordpress.com/"><em>Media + Generations</em></a> di Milano.</p>
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		<title>Ma guarda Nada&#8230; un documentario mica tanto pop</title>
		<link>http://incertezzacreativa.wordpress.com/2009/08/20/ma-guarda-nada-un-documentario-mica-tanto-pop/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 22:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgemini</dc:creator>
				<category><![CDATA[immaginario contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[faction]]></category>
		<category><![CDATA[Nada]]></category>

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Non poteva finire più stranamente questa giornata calda e bella di agosto, culmine di una settimana di lavoro intensissimo senza mare con un file perso e rifatto da capo. Oggi. Panico e sudore.
Per riposarmi e distrarmi accendo la tv e subito mi imbatto in un imprevisto documentario su Nada. Si intitola Il mio cuore umano. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=874&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-875" title="Nada.240" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/08/nada-240.jpg?w=240&#038;h=350" alt="Nada.240" width="240" height="350" /></p>
<p>Non poteva finire più stranamente questa giornata calda e bella di agosto, culmine di una settimana di lavoro intensissimo senza mare con un file perso e rifatto da capo. Oggi. Panico e sudore.</p>
<p>Per riposarmi e distrarmi accendo la tv e subito mi imbatto in un imprevisto documentario su Nada. Si intitola I<a href="http://cristinatagliabue.nova100.ilsole24ore.com/2009/07/il-cuore-di-nada-malanima.html">l mio cuore umano. Nada Malanima</a>.</p>
<p>Scopro la complessità di un personaggio che se la devo dire tutta ho sempre considerato &#8220;minore&#8221;, anche se alcune delle canzoni più recenti non mi dispiacciono per niente. Interessante e commuovente invece la sua storia, il rapporto con la madre oggi malata. Forse scrive, fa reading, ha colaborazioni con musicisti importanti mi sembra. Mica male.</p>
<p>Il documentario è un format che non mi appassiona ma che in certi casi serve per una buona televisione. Sono catalizzata da questa storia come davanti a una fiction ma mi interesso sapendo che è una storia vera. Non è un racconto lineare ma procede per frammenti narrativi, drammaturgici. Cambia anche il regime delle immagini senza un ordine apparentemente. Ma l&#8217;ordine c&#8217;è ovviamente.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/incertezzacreativa.wordpress.com/874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/incertezzacreativa.wordpress.com/874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/incertezzacreativa.wordpress.com/874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/incertezzacreativa.wordpress.com/874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/incertezzacreativa.wordpress.com/874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/incertezzacreativa.wordpress.com/874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/incertezzacreativa.wordpress.com/874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/incertezzacreativa.wordpress.com/874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/incertezzacreativa.wordpress.com/874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/incertezzacreativa.wordpress.com/874/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=874&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Balance</title>
		<link>http://incertezzacreativa.wordpress.com/2009/08/03/balance/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 08:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgemini</dc:creator>
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credit foto qui
Non è che si colleghino molto le cose che sto per dire ma in queste giornate di bellissimo caldo e di fantastico sole mi sono trovata a pensare al bisogno di equilibrio.
Le mosse prendono il via dal caso di Catherine Bailey, l&#8217;avvocatessa inglese che si è uccisa qualche giorno fa. In un commento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=868&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-869" title="equilibrista" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/08/equilibrista.jpg?w=343&#038;h=500" alt="equilibrista" width="343" height="500" /></p>
<p>credit foto <a href="http://farm4.static.flickr.com/3195/2913882763_7c88b00fdb.jpg">qui</a></p>
<p>Non è che si colleghino molto le cose che sto per dire ma in queste giornate di bellissimo caldo e di fantastico sole mi sono trovata a pensare al bisogno di equilibrio.</p>
<p>Le mosse prendono il via dal caso di Catherine Bailey, l&#8217;avvocatessa inglese che si è uccisa qualche giorno fa. In un commento su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/07/avvocatessa-suicida.shtml?uuid=77e9438c-7cf4-11de-a42d-4e11837ae145&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch">ilSole24Ore</a> che non ho più trovato si parlava della ricerca di un <em>life-balance</em> (non credo che l&#8217;espressione sia proprio questa) che permetta alle persone, e in particolare alle donne che tengono famiglia, di conciliare ed equilibrare appunto il coinvolgimento attivo nei diversi ambiti della propria vita sociale e dell&#8217;esistenza personale. Questioni di inclusione insomma.</p>
<p>Sempre di equilibrio mi sembra che per certi versi parli anche il <a href="http://www.zephoria.org/thoughts/archives/2009/07/26/obsessively_rec.html">post </a>di danah boyd sulle vacanze e sui modi con cui si tende a registrare e condividere ossessivamente i ricordi. E&#8217; interessante perché fa presente come i meccanismi di creazione di una memoria da condividere su eventi come le proprie vacanze rimandi a vari processi che conosciamo tutti molto bene (magari perché a volte li subiamo nostro malgrado): riprendere e fotografare ossessivamente, condividere con gli altri la profusione di immagini generate e che riguardano il passato. Con piattaforme come twitter invece si tende a condividere il momento, quello che si sta vedendo o facendo. Discutibile? Può darsi.</p>
<blockquote><p>Can we please have a moment of silence for the power of costraint? Kthx. The issue with recording and sharing in contemporary society is that is far far far too easy to go everboard. This where we struggle to find balance. Just because you can share every detail doesn&#8217;t mean you necessarily should.</p></blockquote>
<p>Ecco perché le discussioni al baretto della spiaggia con gli amici refrattari verso l&#8217;uso dei SSN e del famigerato FB, e io che sono scarsissima mi trovo a fare il difensore d&#8217;ufficio, tendono poi a dirottare verso un argomento che più o meno soddisfa tutti e cioè l&#8217;equilibrio. Stare un po&#8217; nelle conversazioni significa accettare che l&#8217;inclusione sociale passi anche da lì. Non significa raccontare tutto di sè, mettere necessariamente in piazza i fatti propri (poi magari leggersi Chi sul lettino perché rilassa). E non significa privilegiare relazioni di superficie su quelle profonde face to face. Senza contare che adduco altri argomenti in difesa: tipo l&#8217;approfondimento di certe informazioni, la loro reperibilità, ecc.</p>
<p>Però è anche vero che poi sono io la prima a innervosirsi quando viene perso, secondo parametri che non possono che essere soggettivi, quel certo equilibrio che male non fa. Avere delle possibilità non significa percorrerle tutte per forza. Possiamo anche privilegiare la selezione sul rinvio. Lo dice anche la boyd.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/incertezzacreativa.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/incertezzacreativa.wordpress.com/868/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/incertezzacreativa.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/incertezzacreativa.wordpress.com/868/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/incertezzacreativa.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/incertezzacreativa.wordpress.com/868/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/incertezzacreativa.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/incertezzacreativa.wordpress.com/868/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/incertezzacreativa.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/incertezzacreativa.wordpress.com/868/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=868&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Appunti su Santarcangelo. Quali pubblici connessi per il teatro?</title>
		<link>http://incertezzacreativa.wordpress.com/2009/07/14/appunti-su-santarcangelo/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 07:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lgemini</dc:creator>
				<category><![CDATA[conversazioni e dibattiti]]></category>
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		<description><![CDATA[
Mi ha fatto piacere essere invitata da Silvia Bottiroli all&#8217;incontro con operatori, artisti, studiosi avente come tema il &#8220;format&#8221; festival. Quello che personalmente ne ricavo &#8211; e che è un po&#8217; quello cui ho cercato di agganciarmi io quando ho chiesto la parola &#8211; è un ragionamento sul teatro, il pubblico, i media.

O meglio: la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=855&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-856" title="Santarc_foto_home" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/07/santarc_foto_home.jpg?w=250&#038;h=250" alt="Santarc_foto_home" width="250" height="250" /></p>
<p>Mi ha fatto piacere essere invitata da <a href="http://it-it.facebook.com/people/Silvia-Bottiroli/623360779">Silvia Bottiroli</a> all&#8217;incontro con operatori, artisti, studiosi avente come tema il &#8220;format&#8221; festival. Quello che personalmente ne ricavo &#8211; e che è un po&#8217; quello cui ho cercato di agganciarmi io quando ho chiesto la parola &#8211; è un ragionamento sul teatro, il pubblico, i media.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-858" title="sant2009Staff2" src="http://incertezzacreativa.files.wordpress.com/2009/07/sant2009staff2.jpg?w=400&#038;h=266" alt="sant2009Staff2" width="400" height="266" /></p>
<p>O meglio: la proliferazione di festival e di eventi non mi rimanda per forza a un modello di fruizione televisiva, nel senso di passiva (a partire dall&#8217;<a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ermes/pagine/paginegiunta/ronchi.htm">Assessore Ronchi</a>). Primo perché abbiamo a disposizione una teoria della comunicazione che ci spiega come le cose non stiano necessariamente in questi termini (vedi: informazione come auto-produzione cognitiva), secondo perché la partecipazione ai festival mette in campo un interesse della gente verso la conoscenza (verso la quale a volte non è male mettersi &#8220;soltanto&#8221; in ascolto) e non solo il presenzialismo a tutti i costi.</p>
<p>Nel caso di un festival di teatro &#8211; come quello di Santarcangelo &#8211; ci sono però elementi come la radicalizzazione nel territorio &#8211; così come ha sottolineato <a href="http://www.dentronapoli.it/sussurriegrida/Napoletani/enzo_pezzella.htm">Enzo Pezzella </a>anche in relazione alla sua esperienza in Belgio se non ho capito male &#8211; che permettono una drammaturgia della città funzionale alla relazione fra spettatore ed evento cui partecipa. Questo per me è un aspetto interessante se e qualora si integra alla dimensione meta-territoriale dell&#8217;attività spettatoriale basata sulla logica e sostenuta dalla rete. Nel mio piccolo mi sono permessa di richiamare gli operatori a monitorare &#8220;il cambiamento di senso della posizione nella comunicazione&#8221; ormai <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/05/15/genrazione-y-e-futuro-delle-icts/">avviato</a>. Come dire: bisogna tenere in debito conto il cambiamento che in generale riguarda le audience.</p>
<p>Lo spettatore di un festival come quello di Santarcangelo fa parte più o meno di un pubblico non dico esperto, neanche io lo sono, ma interessato. Che ha una certa &#8220;competenza comunicativa&#8221; che non significa &#8220;che ne sa&#8221; ma che sa come orientarsi a questo genere di evento, a scegliere gli spettacoli da vedere e come vederli. Ma non basta.</p>
<p>La spettatorialità è un&#8217;attività che si sviluppa e che continua al di là della localizzazione territoriale e del tempo di un festival e che può rilocalizzarsi nella rete attraverso le forme di conversazione &#8211; sui network &#8211; intorno al festival, agli spettacoli visti (perché la dimensione dal vivo è una cifra indispensabile qui), agli artisti che si sono aprezzati (o meno) e che rende spettatore anche chi non c&#8217;era. Ma che potrebbe esserci o che ci sarà virtualmente (cioè: in altri tempi, luoghi, occasioni). Dove, non sottovalutiamolo, esprimendosi si mettono in gioco reputazione e pertinenza.</p>
<p>Non si tratta tanto di usare creativamente la creatività del pubblico o il web 2.0 &#8211; il caso di <a href="http://www.youdrama.it/">YouDrama</a> di cui ha parlato Giorgia Penzo anche se molto interessante &#8211; ma di monitorare i processi comunicativi spontanei che riguardano il teatro e il rapporto performer/spettatore che pur evolvendo nella revisione del rapporto agire/esperire e dei pubblici connessi non toglierà, ce lo auguriamo, all&#8217;artista il suo valore e la sua funzione.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/incertezzacreativa.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/incertezzacreativa.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/incertezzacreativa.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/incertezzacreativa.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/incertezzacreativa.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/incertezzacreativa.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/incertezzacreativa.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/incertezzacreativa.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/incertezzacreativa.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/incertezzacreativa.wordpress.com/855/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=incertezzacreativa.wordpress.com&blog=1929983&post=855&subd=incertezzacreativa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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