
foto: http://www.drodesera.it/2008_drodesera/15/babi/babilonia001.jpg
Già da questa immagine si capisce la dimensione iconografica dell’mmaginario che qualifica questo lavoro di Babilonia Teatri, compagnia veneta vista al Nobodaddy di Ravenna e vincitrice del Premio Scenario nel 2007 proprio con Made in Italy. Non è che io abbia un granché da dire di intelligente perché già le motivazioni del premio e la bella intervista che ho letto qui dicono quello che serve.

Ma io me lo devo ricordare e portare come esempio (durante le lezioni) della capacità riflessiva del teatro, della dimensione di intrattenimento giocata sulla leva dell’ironia e del linguaggio che mentre dice (dei contenuti) costruisce analogie raffinatissime e divertentissime (gli intercalati dialettali a me fanno morire dal ridere) e quindi: immagini per l’efficacia. L’impalcatura “pop” della performance – data dalla scelta musicale, dai balli, dalle luci, ecc. – mi sembra poggi su una ricerca drammaturgica che ha assimilato la lezione delle Avanguardie, dell’uso del corpo come macchina scenica potentissima, e dei testi che evocano – sempre immagini – senza aver bisogno di essere recitate. Fino alla presenza sul palco di chi serve alla resa tecnica dello spettacolo (macchinista e dj al computer). Era Kantor che stava sulla scena dei suoi spettacoli?
C’è un’istanza di realtà che fa dell’italianità un tema, locale sì ma che però babilonicamente diventa universale, globale insomma meta-territoriale. Come l’immaginario.
Dal punto di vista dei linguaggi anche il trailer è efficacissimo e mostra come vada fatto un video che senza anticipare troppo dà bene l’idea di cosa si tratti. Lo spettacolo dal vivo, come dire, può ancora avere la meglio.
Pubblicato da lgemini 




