A mezzanotte va la ronda…

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E ci voleva tanto per varare un decreto antistupri?

Sarà sicuramente imperfetto a cominciare dalle ronde che tra l’altro sarebbero soltanto presidi sul territorio. E comunque si dice “sicurezza partecipata” (culture partecipative anche qui?). Però: chi fa la ronda nelle case? Sui luoghi di lavoro?  Basta leggere l’elenco, la nomenclatura, delle forme di violenza previste e usate da chi fa ricerca per capire che l’aggressione in strada è solo una delle possibilità. E i poliziotti di quartiere che fine hanno fatto?

A ognuna di noi è capitato più volte nella vita, mi è già capitato di dirlo, di essere oggetto di violenza più o meno esplicita e molto spesso simbolica da parte di un maschio. O in ogni caso di sentire e vedere cose che rimandano allo strisciante senso di superiorità che anche gli uomini più evoluti esprimono (da apprezzamenti sulle qualità fisiche di una donna quando non ce ne sarebbe bisogno fino a cose che sappiamo tutti).

L’odio per la donna ha radici antiche e radicate nelle culture (per farsi un’idea: qui). Basta leggersi i passaggi di Durand sull’acqua ne Le strutture antropologiche dell’immaginario per capirlo. L’ho già detto, anche questo. Di letteratura se ne trova molta, i film e i media, che pure contribuiscono ad alzare la soglia della percezione del rischio (sembra che i fatti di stupro si siano verificati tutti in questo periodo, sospetto no?) hanno avuto il merito di mettere a tema la questione stalking (anzi la parola stesa viene da lì, ne parlammo a suo tempo qui). L’arte non si è sottratta dal rappresentare la violenza sulle donne, il teatro men che meno. Ma forse in questo caso il meccanismo della riflessività si assesta sulla dimensione del distacco. Non saprei.

Le donne, lo ribadisco, non fanno molto per sottrarsi alla tentazione di auto-rappresentarsi come oggetti del desiderio e a riprodurre il dominio maschile (Bourdieu). Se in questo sta una certa forza del femminile, lo dice Morin ne Lo spirito del tempo, non possiamo nemmeno negare che poi alla fine ci rimette sempre.

Quando l’estate scorsa quella coppia di turisti danesi, se non ricordo male, è stata vittima di quell’agguato premeditato per motivi di rapina l’aggiunta dello stupro alla donna era stato oggetto di un articolo che purtroppo non trovo ma che era centratissimo e commuovente. Scritto da un uomo, e non è una cosa da poco, rifletteva sul residuo barbarico che fa sì che per la donna sia sempre riservato qualcosa in più, uno stupro rituale, che infierisca un po’ di più.

Il punto è, secondo me, che la legge serve, eccome. Che protegga i bambini: assolutamente. La certezza della pena anche. Ma serve soprattutto cambiare – l’individuo e le strutture della società (sempre con Bourdieu) – e questa la vedo dura.

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7 risposte a A mezzanotte va la ronda…

  1. gboccia scrive:

    Commento “fuori luogo”, temo… ma: pensavo al fatto che sia stato prodotto un decreto dal governo (a maggioranza maschile) mentre mancavano pochi passaggi in parlamento per legiferare sulla stessa materia con un’operazione che aveva visto un coinvolgimento trasversale di tutte le parlamentari (al di là di centro destra o centro sinistra).

    Un’espropriazione sul tema che per me ha un valore simbolico altissimo.

  2. lgemini scrive:

    Non fuori luogo ma centralissimo. Io non ci avevo neanche pensato (pensa quanto è interiorizzato il dominio). Grazie.

  3. gky scrive:

    Sarò condizionato dal mio immaginario, ma le ronde, fumosamente abbozzate nel semidelirio di questo decreto, mi portano alla mente:

    – i “bravi provinciali” americani che, guidati dallo sceriffo locale, per mantenere l’ordine si dilettano a sparare agli zombi nella “Notte dei morti viventi” di Romero, con l’aria del “è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo”;

    – Borghezio alla testa di un drappello di Strofinacci Verdi.

    Nessuna delle due prospettive mi entusiasma, anzi la seconda mi preoccupa non poco. Il ripristino della legalità non può avvenire (almeno non solo) attraverso un incremento della sorveglianza, che alimenta la fobia di una “terra incognita” contro le aree protette e marcate come “sicure” da continui pattugliamenti e videocamere, aree in questo modo inevitabilmente collocate in un teatro d’assedio.
    Purtroppo, questo governo opera, in questo come in altri campi, cavalcando l’onda della facile emotività.

    Per curiosa coincidenza, del dominio maschile scrivevo giusto oggi, divagando in ambito cinematografico, e nella mia ingenua ignorantitudine notavo come una vera e propria “liberazione femminile” (gergo rivoluzionario, non so se si può usare di questi tempi) debba necessariamente passare per una presa di coscienza che molte (prima che molti) non possono e spesso non vogliono affrontare; è più comodo adeguarsi a un immaginario dominato dalla componente maschile piuttosto che (ri)costruirne uno femminile (e non necessariamente femminista in senso di dura contrapposizione).
    Il caso di Rihanna (ammesso che siano valide le fonti giornalistiche che ne danno conto) mi pare, nel suo essere estremo, disperatamente esemplare.

    Scusa il commento prolisso e forse sconclusionato, ma sono in pericolosa fase parolifera :-)

  4. lgemini scrive:

    La fase parolifera mi piace.
    Sulla prima parte che dire? La Moratti da Fazio diceva stasera che comunque non di sicurezza fai da te si tratterebbe. Resta che mi sembrerebbe il caso di rivedere la questione con meno demagogia e trivialità (cito Colombo) da parte del governo (e ahimé dei media).
    Di Rihanna non so, mannaggia. Però: da tempo cerco nel mio piccolo di chiamare in causa la responsabilità delle donne nel mantenere le forme del dominio maschile e sessista. Certo è che i violenti sono soprattutto gli uomini. Dovrebbero cambiare loro prima, no?

  5. IF. scrive:

    Cambiare? la vedo dura. Purtroppo fin quando il legiferare divertirà più dell’educare non potremmo mai migliorarci. Costa meno ma non ci si rende conto che così aumenta il sospetto, la paura…e forse la stessa discriminazione. L’uomo non da spazio sul lavoro alle donne? LEGGE! L’uomo non le rispetta? LEGGE! (ma così in tutti i campi…non riusciamo a garantire l’istruzione e l’equità? LEGGE!)…. a cosa porterà tutto ciò non voglio pensarci. Favolette da finalista di miss italia a parte, credo che una persona debba uscire di casa e sentirsi al sicuro e non assicurarsi che ci sia il poliziotto a vista!! Uno deve vivere, non scendere in trincea. Senza poi parlare di chi farà queste ronde…come già detto, che fine ha fatto il poliziotto di quartiere? Chi ci assicura che non se ne stiano tutta la sera fuori ad un pub a spendere i soldi dei contribuenti? Soldi che potremmo destinare chessò…faccio un ipotesi a caso…ALL’ISTRUZIONE!! per garantire un pò di educazione civica.
    ps. purtroppo questa classe politica (non parlo più di un singolo governo) sembra aver dimenticato la storia. Studiando la fine della seconda guerra mondiale rimasi sconvolto dallo scopire che la maggior parte delle violenze che le donne subirono fu proprio durante l’avanzata dell’esercito della liberazione, soprattutto da parte dell’esercito francese che aveva obbligato ad andare in guerra le sue colonie, salvaguardando i francesi……
    D’altronde si potrebbe andare avanti per ore…ma vorrei allontanarmi dall’ulteriore violenza che ora sia di moda parlarne…

    ..mi ricordo che in italia, per un periodo cadevano ascensori tutti i giorni, poi non sono caduti più.
    IF.

  6. grisell scrive:

    Mi è davvero piaciuto questo post.Ancor di più i commenti.

  7. claudia scrive:

    La certezza della pena è ovviamente necessaria, come nel caso di qualsiasi delitto contro la persona del resto. La legge (o decreto o quello che è tanto ormai il normale iter sembra una “fighetteria” inutile per perdere tempo) invece no, proprio in nessun caso si può sentire la necessità di un provvedimento che fra le altre cose sancisce di fatto la fantastica libertà per le donne di farsi rinchiudere in casa : “e tu non uscirai se non accompagnata da un padre, un marito ,un fratello o quanto meno una ronda…ovviamente tutto ciò per il tuo bene….” perchè la paura può essere un efficacissimo strumento di controllo.
    Il “premier” ha pronunciato la sua solita malriuscita battuta su “un soldato vicino ad ogni bella ragazza”: a parte gli inutili commenti sul gusto e il contesto della battuta medesima, mi pare la raffigurazione di un incubo più che una rappresentazione di sicurezza, ma questa è l’idea di sicurezza che in Italia ci viene suggerita e piano piano istillata. L’unica libertà rimasta potrebbe essere quella di essere protetta. Un incubo appunto.

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