Nella cultura di Internet ci sta anche il fatto che se Prince può “regalare” la sua musica è perchè la performance dal vivo lo ripaga. Con l’unicità di un evento nel quale esserci o meno fa la differenza. Perchè la replicabilità, così come il trasferimento su un supporto video o, meglio ancora, la sua diffusione su YouTube lo rendono sì un prodotto mediale a sè, condivisibile, circolabile, meta-territoriale ma non gli tolgono (e ci mancerebbe altro) la sua qualità evenemenziale e di partecipazione nel qui ed ora. Anzi, di più, ora quell’attributo assume ancora più valore.
Poi lo sappiamo che grazie a Internet “esserci” può voler dire anche altre cose. Soprattutto se usata con “buon senso”. E sì, Marco Montemagno (Codice Internet) ha usato proprio questa espressione nella sua conferenza-spettacolo di oggi a Urbino. Non poteva esserci un’occasione migliore per inaugurare ufficialmente il corso di laurea di Scienze della Comunicazione.
Sì perchè – fra efficacia e intrattenimento (e risate pure), fra conferenza e spettacolo appunto – Internet ne esce non tanto come medium ma come organismo vivo e tenuto in vita dalle persone (comptenze, condivisione, relazioni fra le parole chiave). Senza sottovalutare il fatto che la cultura di Internet e la sua diffusione passano attraverso il passaggio di immagini e immaginario della rete stessa. Per capirlo serve l’uso di metafore, immagini e video, integrato alla scelta di parole “che sono importanti” (e qui viene in mente il Moretti di Palombella rossa direi) per imbastire una drammaturgia narrativa (visiva, sonora e sempre evocativa).
Mi dicevo mentre ascoltavo, chissà, se scrivo un post su questo e se qualcuno si prende la briga di leggerlo e magari di commentarlo è perchè anche io nel mio strapiccolo sto cercando di capire e di fare parte di questo processo. Ma so anche che sarà più importante che sia io a leggere gli altri, a commentarli, eccetera. Sicuramente più utile per me.




Marco ha portato la “conversazione” sulla Rete anche fuori dalla Rete, fra gli studenti, i docenti e oltre.
Ovviamente il format stesso, che si muove fra efficacia ed intrattenimento, è capace di produrre una forma idonea alla comunicazione con una platea.
L’intrattenimento sta nella dimensione ludico-espositiva che è capace di parlare di temi pregnanti in un modo emotivo e chiaro. L’efficacia starà nella capacità di smuovere i singoli e a far produrre loro una differenza.
Complimenti per il post e per il blog… Molto interessanti… Volevo segnalare per il melodramma quello di Mazart il più grande, quello vocale, subito dopo il sacro
ovviamente!!! il link a NotitiAE:
http://wp.me/pZKvG-an
http://n
otitiae.wordpress.com/2010/11/05/w-a-mozart-a-terni-cosi-fan-tutte/