Torna a grande richiesta (mia, nonostante l’invito a evitare post seriali) la serie appunto dedicata alle forme becere dell’immaginario. Questa volta è il caso del calendario di Lucignolo di cui ho appreso notizia per la prima volta – mea culpa – dalla pubblicità per scaricarsi l’immagine sul telefonino.
Non avevo idea – ma si può leggere qui - che fossimo alla seconda edizione di un prodotto di successo, legato al celeberrimo programma televisivo, che ritrae, senza veli, le inviate dei serivizi. Stavolta è la volta delle Luci’s Angels una delle quali è adirittura soprannominata la “lapdancer della metropolitana” per aver girato una candid camera nei vagoni della metro di Milano. Chissà cosa faceva?!
E che dire delle originalissime pose saffiche?
Povere Charlie’s Angels.




Agosto 12, 2008 alle 10:24 am |
Dico che l’aggettivo è già contenuto nel titolo del post: becero
Specchietto per le allodole, prodotto fatto per la massa senza qualità o particolarità.
Agosto 12, 2008 alle 9:55 pm |
Certo che, se questo è il calendario, il relativo programma dev’essere una perla di rara grazia ed eleganza. Ma non c’era già Studio aperto per queste cose?
Agosto 12, 2008 alle 10:49 pm |
@prezzemola grazie per il commento. Temo però che la questione vada aldilà della massa verso, semplicemente, la comunicazione del desiderio che impera: quella maschilista e cioè becera. Ahinoi.
@Gky sei troppo raffinato e la tua domanda è già la risposta.
Agosto 14, 2008 alle 12:10 am |
@laurag: ok la solita manfrina del calendario con donnine nude, ecc.. ma questo pare proprio brutto di suo! Per quanto logica maschilista e quanto mai da sdoganare.. ce ne sono anche di ben fatti, nel senso che oltre il nudo o mezzo nudo, c’è anche una forma di bella creazione guardabile.
@gky: eh ma loro son furbi, come le società creano delle gemelle immobiliari o solo gestionali, per pagare meno tasse.. così loro, si dislocano in più tronconi di modo da coprire tuuuuutta l’ipotetica programmazione giornaliera, così che risulti impossibile per il povero telespettatore evitarli (telecomando a parte of course)
Agosto 14, 2008 alle 6:46 am |
laurag: grazie, posso continuare a guardare Studio Aperto, allora
prezzemolo: come le sigarette: scatola diversa, sempre la stessa roba, butti giù schifezze che ti mangiano il cervello; però niente femmine discinte sul pacchetto, al massimo cammelli nudi. Uhm… Bisogna fare un calendario di cammelli per fumatori.
Agosto 14, 2008 alle 7:57 am |
@gky: non ti priverei mai di Studio Aperto!
@prezzemola, ma anche @gky: mi fa piacere che l’argomento vi stimoli (pure i cammelli adesso) ma quello che cerco di mettere qui non riguarda solo le mie rivendicazioni simil-femministe.
Però vedi @prezzemola anche tu le chiami “donnine” e sono convinta anche io che il calendario Pirelli sia un “bel” prodotto. Si tratta però di ulteriori esempi di quell’immaginario e di quei modi di funzionare dell’industria culturale che usano l’erotismo come leve comunicativo. E fin qui che dire? Sta di fatto però che il corpo, e quello delle donne in particolare, è fatto oggetto, forma senza contenuto che legittima la violenza simbolica e non. A me questo non va giù.
Agosto 14, 2008 alle 1:54 pm |
Studio Aperto lo guardo solo dentro Blob; preso da solo è troppo berlusconizzante (che brutto avverbio!). Per l’erotismo cammellato c’è youtube, ma forse è un po’ troppo spinto.
Agosto 14, 2008 alle 1:55 pm |
A me solo sentire la parola “donnine” mi infiamma(dalla rabbia)…figuriamoci se dovessi commentare il tutto…Però(nervoso a parte)sono contenta quando trovo qualcuno che si infuria come me.
Agosto 14, 2008 alle 5:34 pm |
“Sta di fatto però che il corpo, e quello delle donne in particolare, è fatto oggetto, forma senza contenuto che legittima la violenza simbolica e non”
sono gli stralci della nostra cultura, che si andando avanti.. ma se ancora stiamo qui a parlare e ci sono le “donnine”… vuol dire che non ci siam poi sdoganati più di tanto.
Sulla diversa oggettivazione del corpo maschile e femminile che dire?
Agosto 14, 2008 alle 5:35 pm |
* che si STA andando avanti..
@laurag: è agosto, e sotto l’ombrellone da che mondo e mondo si parla della cellulite della vicina, delle pessime copertine dei giornali e del peggio di Lucignolo
Agosto 18, 2008 alle 1:53 pm |
Ecco appunto…hai reso bene l’idea…
Ottobre 22, 2008 alle 1:51 pm |
[...] Cosa direbbe la Gemini? ma non posso saperlo, so quel che posso dire io: sappiamo che Second Life è un mondo virtuale particolare, non ci sono personaggi o regole, è un mondo interamente costruito dagli utenti (i cosiddetti residenti). Per questo, aggiunge Quaranta, essendo uno spazio particolarmente adatto all’espressione della creatività, non poteva non attrarre gli artisti interessati a sperimentare. Mario ci dice che forse Second Life può rappresentare una nuova frontiera per l’arte, come in passato è stato per la street art o per i writer, un’arte dal basso, in un certo senso, che non viene in questo caso dalla strada ma da un ambiente virtuale (in senso lato). Mario delude poi le aspettative di molti, annunciando che sarà sopreso chi va alla mostra pensando di trovare donnine nude o ritrattini di avatar: la mostra sarà molto concettuale, altro che, e la colpa è anche un po’ di Fabio (Mario dice il merito). Un’altra cosa degna di essere ricordata: Mario dice anche che l’arte in Sl è legata all’idea di social network, indistricabilmente direi: l’arte in Sl innesca relazioni, gli artisti che si sperimentano in Sl sono artisti che cercano commenti… Insomma, niente che interessi ai media mainstream (sicuramente non a Lucignolo). [...]