Generazioni X. Motus e i racconti della giovinezza

X (ics) Racconti crudeli della giovinezza [x 0.2 movimento secondo] dei miei cari Motus – al Teatro della Fortuna di Fano il 2 aprile scorso – mi fa pensare a come stiamo affrontando le tematiche generazionali. In particolare penso ai diversi (anche per contenuto) passaggi che si trovano ad esempio qui, qui, qui, qui).

Per quel che mi pare di vedere questo lavoro, per come è costruito, per il modo in cui tratta la giovinezza e il suo immaginario – nel senso della comunicazione per immagini – esprime perfettamente un’idea di un certo modo di essere giovani oggi che fa leva su un immaginario transgenerazionale. Per me qui le generazioni X sono sia quelle dei giovanissimi protagonisti, sia della figura più adulta che interagisce con il bambino (Dany Greggio), sia i Motus stessi, che rappresentano noi e la nostra storia mediale.

Un’estetica della giovinezza – che poi è una poetica – che è fatta di forme e linguaggi: il punk e l’hip hop, gli scenari metropolitani, i video game, Star Wars e le spade laser, le arti marziali; le felpe, le all star e i roller blade, il mantello da super eroe; ma anche di temi e contenuti: l’espressione di sè come differenza (individuazione e identificazione come leve per l’identità), la ricerca di verità e valori (antiborghesi), l’amore, il gioco e il rischio, la guerra.

Una Risposta a “Generazioni X. Motus e i racconti della giovinezza”

  1. Crac. Una parola-performance per Motus « L’incertezza creativa Dice:

    [...] Ieri sera, 7 settembre, alla Sala Il lavatoio di Santarcangelo, Motus ha riallestito la performance Crac, commissionata dal Madre di Napoli e dalla Galleria Toledo e progettata nell’ambito delle residenze creative del progetto dimore all’Arboreto di Mondaino, partner di Motus nel più ampio progetto X (ics) racconti crudeli della giovinezza. Ne avevamo parlato qui e qui. [...]

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