Il seminario tenuto da Giovanna nel mio corso di Sociologia del Turismo 1 (Comunicazione Pubblicitaria il corso di laurea) mi permette di vedere con maggiore chiarezza alcune linee guida per la ricerca sul viaggio. Così come piace intenderla a noi ossia nell’accoppiamento con l’immaginario, mediale soprattutto. L’idea può essere quella, seguendo Giovanna, dei livelli di mobilità fisica, virtuale e immaginativa che convergono sincronicamente grazie ai media.
Il punto è: capire che in questo modo non si sfugge dalle tradizionali categorie di riferimento poichè queste semmai vengono rafforzate, in modi nuovi. Le nuove pratiche di viaggio – fra cui quelle delle Comunità viaggianti studiate da Giovanna – non servono per sfuggire ma per rinforzare le relazioni. Ne conseguono un nuovo “senso del luogo”, diverse idee dell’abitare e della casa che con i media si traducono nella portabilità delle relazioni. Insomma: continua revisione del rapporto qui/altrove.
La costruzione di comunità viaggianti – rese comunità proprio dal supporto mediale – qualificano sempre meglio il passaggio dell’esperienza privata a quella pubblica, condivisa a distanza. Così come i confini pubblico/privato anche quelli tempo libero/tempo di lavoro si spostano, si ridefiniscono in virtù delle relazioni. Senza dimenticare che blog, forum, ecc. diventano siti di relazione, generatori di aspettative perfettamente adatti all’immaginario metaterritoriale del nostro tempo.
Ma certi modi di viaggiare sono anche scelte di vita, legate ai consumi vocazionali, alla sperimentazione di differenze di valore a dispetto della logica dell’equivalenza. Per dimostrarcelo Giovanna ci mostra un video che ci farà – a me ma penso anche agli studenti, a Stefania e a Fabio – divertire e riflettere.




Aprile 3, 2008 alle 7:02 pm |
Il link non vale
Aprile 4, 2008 alle 2:57 pm |
la Giò ha fatto proprio un bel lavoro.
Il libro è molto interessante.
Aprile 4, 2008 alle 5:22 pm |
Molto interessante. Sarebbe bello esserci al tuo seminario. E la ricerca, sembra molto gustosa.
Aprile 5, 2008 alle 11:57 am |
@Velas, come hai ragione! Ma non c’è stato (meta)verso di mettere il video. O meglio, io non ci sono riuscita da vera geek quale sono.
@Lapilli e @Valentina: sì il lavoro di Giovanna merita. Abbiamo a che fare con tre giovani studiose (che sareste voi tre) molto molto brave.
Aprile 5, 2008 alle 4:58 pm |
laurag: per mettere i video, deve scrivere
Aprile 6, 2008 alle 2:37 pm |
@Thomas: lo sapevo come dovevo fare ma… nisba
Grazie però.
Aprile 6, 2008 alle 5:23 pm |
Solo sul video. Non so se esprima “differenze di valore”. Sicuramente mostra come sia possibile viaggiare facendosi sovvenzionare da un brand e far diventare il viaggio un’esperienza di co-marketing (autosponsorizzazione di Matt Harding e sponsorizzazione della Stride Gum).
Aprile 7, 2008 alle 8:01 am |
@Hai ragione sul video. La differenza di valore può essere espressa dalle scelte dei back packer. Forse. E in ogni caso, come si diceva al seminario, l’organizzazione che sta introno al fenomeno dimostra un ulteriore livelo di differenziazione interna al sistema turistico. Che comprende perciò anche il marketing.
Aprile 7, 2008 alle 4:55 pm |
Con i miei tempi, ma intervengo anch’io. Solo per dire che l’aspetto che ho apprezzato maggiormente del seminario tenuto da Giovanna è l’aver mostrato uno dei possibili ed ulteri ambiti di applicazione della ricerca di stampo etnografico, facendo emergere l’interessante intreccio tra vissuti mediali e vissuti di viaggio. Un esplicito invito a proseguire (o a cominciare, per qualcuno) nel condurre ricerche anche in ambito turistico – con tutte le sue connessioni – utilizzando diversi metodi di ricerca qualitativi incrociati tra loro (in triangolazione, direbbero i più esperti
).
E poi sarà che il tema backpacker (nella sua gradazione meno esperta e quindi snobbata dai long term budget traveller) mi sta a cuore…