La notte del vizio. La performance e il “come se”

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Rosa, Joannes, Liu sotto effetto di elisir

La partecipazione a un evento performativo in SL come La notte del vizio è sempre una buona occasione. Per riflettere, sì certo, sulle possibilità del Metaverso, ma anche per giocare. Per applicare quella apparentemente semplice coazione a giocare e a continuare a sperimentare da adulti la magia del “come se”. Il vizio come gioco, come pretesto per stare insieme, ridere forse delle proprie paure o dei propri desideri di trasgressione, qualora se ne avessero. Leggere descrizioni e post di Roberta, che ci ha invitato, di Fabio (prima qui e poi qui), la discussione sul ning di unAcademy.

liu-vola-roma-teschio.jpg  L’immaginario di Jeremy Fish

L’occasione inoltre è buona per parlare di street art (e rileggeremo la chat), per scoprire immagini e immaginario di Jeremy Fish. E per quanto mi riguarda scoprire che presto ci sarà una mostra di Marco Manray sempre su Second Life.


Una Risposta a “La notte del vizio. La performance e il “come se””

  1. Videogames e arte: due casi di performance videoludiche « Clinicamente Testato Dice:

    [...] ad una lecture sui videogames qui, e ad una lezione sulle performance artistiche da parte di qui (uso la parola qui per indicare che c’è il link, indistintamente da blog o persone) [...]

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