Grammatiche della performance. Digital Games per Torril Mortensen secondo me

gamers_1.jpg  Gamers, Todd Deutsch 

Dall’interessantissimo seminario di ieri Digital Games – not child’s play, sempre a Sociologia dei New Media e tenuto da Torril Elvira Mortensen, apprendo una serie di elementi utili, soprattutto per quanto riguarda lo stato dell’arte della ricerca sui media e sulle tipologie di approccio in cui si sotanziano: immersivo, strutturalista, contestuale. Il punto, per capire il significato sociale e comunicativo dei Digital Games, sta nella scelta di metodo più adatta e coerente con i cultural studies e con il pensiero della complessità: farsi le domande giuste. Da leggere il post di Luca.

Da quel che ho capito i Digital Games possono essere fatti rientrare nel continuum della performance (quello di Victor Turner) proprio sulla base degli elementi che servono a definire il frame “game”.

Rules, a goal, defined area, game objects, voluntary participation, game objects, involvement of a risk/tension.

Regole e obiettivi come fasi del processo peroformativo e occasione che dà origine alla performance; area definita dalla comunicazione dei partecipanti e oggetti che hanno senso all’interno di un sistema definito, appunto, dai confini della comunicazione; rischio e tensione che sono l’anima dell’efficacia ma anche volontarietà che invece riguarda l’intrattenimento. Ridefinizione dello spazio privato - garantito dalla portabilità della Nintendo DS – ma anche nuovi versanti della ritualità (come si vede nell’immagine che ho scelto e che rappresenta un LAN Party in un hotel alla periferia di Minneapolis di cui ho letto su Exibart). 

2 Risposte a “Grammatiche della performance. Digital Games per Torril Mortensen secondo me”

  1. premessa alla performance « luoghi sensibili Dice:

    [...] almeno con tre persone mi sono trovato a parlare di performance. Roxelo, Laura. Stasera ce ne sarà una all’isola Style Magazine in Second Life, come ci ricorda Roberta [...]

  2. redline » Blog Archive » that wasn’t a child’s game Dice:

    [...] I’ve waited few days before posting this cause I wish I was able to publish the video of the lecture Torill’s gave us. Unfortunately Google video doesn’t love me, or at least it doesn’t love my huge size files. Anyway that has been a good lecture. Torill gave to the students the opportunity to perceive a lot of issues about games studies and she presented many different perspective ending up with a very good point about games research: in order to do good research what you need really is a good question. And that’s definitely the point. Games are a place that can rise very good questions about our society and about how our society works. In other words: games are (one of) the question(s), not the answer. And I’m very happy to see that some colleagues, that never took (as far as i know) gaming seriously, perfectly got the point. [...]

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