Quando si dice viaggio come metafora per l’immaginario…

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Il fatto che un’interessantisisma mostra dedicata ai giovani artisti italiani sia pensata in omaggio al Viaggio in Italia di Goethe è un’ulteriore dimostrazione della qualità metaforica del viaggio (e di come comunicarlo).

La mostra che inaugura oggi ad Ancona, alla Mole Vanvitelliana, si intitola “Arrivi e partenze. Italia“. Espongono 3 giovani artisti sotto i 35 anni per regione italiana.

L’omaggio a Goethe è interessante per diversi motivi. A cominciare dall’aver forgiato il modello del grand turista tedesco, anche sulla base delle scelte fra cosa vedere e cosa non vedere; dall’aver prodotto l’immagine “del paese dei limoni”, dal fatto che la visione di Roma fu per lui la sorpresa di trovarsi di fornte a un paesaggio familiare grazie alle vedute appese nel corridoio della casa di suo padre, anche lui viaggiatore. Il che significa: messa a punto dello sguardo turistico, anzi della mediologia dello sguardo turistico. Non ultimo il fatto che il Grand Tour settecentesco trova nella scoperta dell’arte italiana la sua motivazione principale, direi. E così mi sembra che possa essere colto il senso che i curatori – Alberto Fiz e Walter Gasperoni – hanno dato a questa iniziativa.

10 Risposte a “Quando si dice viaggio come metafora per l’immaginario…”

  1. sensingplace Dice:

    A tal proprosito mi domando… Viaggio in Italia… giovani artisti. Come dici tu Goethe ha aperto la strada per il Grand Tour d’Italia. C’e’ chi come lui ha viaggiato alla ricerca dei grandi monumenti o chi come Jean Giono, armato di Renault 4, moglie e amici, se l’e’ girata lontano dai grandi centri turistici, alla ricerca della provincia. Giocando sulle “differenze” mi domando allora se questo viaggio è compiuto tra una promessa di monumentalità (il nuovo o i nuovi “mostri”) o sulla ricchezza di una “provincia”, un fare arte come mestiere.

  2. lgemini Dice:

    Questo lo chiediamo ai curatori, che dici? :)

  3. sensingplace Dice:

    Si potrebbe, no?! ;)

  4. Thomas Galli Dice:

    Off Topic: a proposito di viaggio, Into The Wild, uscito da poco nelle sale italiane.
    Gran film.

  5. lgemini Dice:

    Bè non tanto off. Il mito di una scelta di vita “on the road”, anche se qui penso (non ho ancora visto il film) si tratti dei grandi spazi americani, la natura selvaggia, ecc., richiama alcune fra le motivazioni più radicate al viaggio: l’altrove, la scoperta (anche di sé), l’avventura… Grazie.

  6. lgemini Dice:

    Ah Fabio! Si potrebbe… chiami tu? :)

  7. Roberta Bartoletti Dice:

    c’è una mostra sul viaggio anche a Torino, non ce ne saranno troppe, di mostre? ;-)

  8. lgemini Dice:

    Si vede che il tema piace…

  9. lilith Dice:

    mmm…scopro ora questo blog, e mi ritrovo davanti alla tematica che avevo pensato di affrontare nella tesi di laurea…salvo poi virare su “altro”…;)
    Das Unheimlich…la nostalgia che ci spinge a viaggiare per cercare il “nostro”posto.
    La tengo d’occhio, prof :)

  10. lgemini Dice:

    Mi devo preoccupare lilith? :-)
    Scherzo ovviamente, torni sui suoi passi e faccia una bella tesi sull’immaginario del viaggio e sulla strana nostalgia che spinge ad andare…

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