Questo manifesto pubblicitario rappresenta una forma becera dell’immaginario. Non solo per la pessima qualità dell’immagine e di un concept “fatti in casa” ma per questa ragazza bella ma non abbastanza, l’accavallamento di gambe alla Basic Instinct dei poveri; la messa insieme di più stereotipi: l’infermierina e/o dottoressina sexy, il connubio donne e motori, anche se qui i motori sono di altro genere ma insomma ci capiamo.
L’ho visto mentro ero in macchina, non ho potuto resistere. Ho capito anche perchè c’è qualcuno che la chiama blog therapy.





Ottobre 27, 2007 alle 10:53 pm |
perchè?!
Ottobre 28, 2007 alle 12:22 pm |
Io disitnguerei tra realizzazione e tracce dell’immaginario “basso” se vuoi. Questa pubblicità attinge ovviamente ad un particolare immaginario tecnoerotico a piene mani. Che la realizzazione sia “pecoreccia” ci sono pochi dubbi.
Hai però trascurato il vero “punctum” dell’immagine (come direbbe Barthes): va bene le gambe accavallate, la tipa bella ma non ababstanza… ma vuoi mettere la mano coprente?! Siamo al grado zero della pubblicità
Ottobre 28, 2007 alle 3:17 pm |
Chiara: che ridere il tuo commento!
Boccia: sì anche la mano avevo notato effettivamente ma più che altro ho pensato che non sapesse dove metterla!